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giovedì, 18 Agosto 2022

Un gruppo di volontari bisiachi dietro la storia a lieto fine della delfina Kasya

23.01.21-09.30-Il salvataggio della delfina Kasya -che rischiava di morire da sola in Iran- è anche merito di alcuni volontari della Bisiacaria. Partendo dall’inizio, cinque anni fa la delfina era stata catturata illegalmente nel mar Baltico insieme ad un’altra femmina, Alfa. Con lei, era stata poi destinata al delfinario della Torre Midland di Teheran. A dicembre 2019, la sua compagna di giochi è morta ed in seguito al periodo Covid il delfinario ha dichiarato fallimento. Per questo motivo, essendo i delfini animali socievoli, rimasta sola, Kasya piangeva e voleva solo lasciarsi morire. Il veterinario Ivan Zatsepilov le è stato accanto per un anno e, grazie alle sue cure, Kasya ha ricominciato pian piano a mangiare e a nuotare. I successivi tentativi di darle una nuova casa sono stati molti, con estenuanti trattative e contatti, fino a quando i volontari del team coordinato dal dottor Vacchetta hanno promosso una raccolta fondi per creare una vasca di riabilitazione nel Mar Nero. Quand’era quasi pronta, in estate -unico periodo adatto per il trasferimento di un delfino in una vasca di riabilitazione collegata al mare- non c’erano fondi sufficienti per pagare un volo speciale e costoso come quello necessario per trasferire Kasya.

Il difficoltoso salvataggio ha coinvolto varie associazioni e volontari: tra essi anche un centro di recupero per animali in difficoltà “La Ninna” di Novello, Piemonte. Lo scorso 14 gennaio, quando si stavano perdendo le speranze, si è potuto caricare Kasya su un volo charter trasferendola in un parco acquatico in Iran.

Al suo salvataggio hanno contribuito in maniera decisiva proprio gli interventi di Davide Stanic, Ilaria Dal Zovo e Damiano Baradel, i quali hanno trovato l’aereo adatto a spostare Kasya dall’ormai ex delfinario di Teheran all’isola di Kish Island, nel Golfo Persico, dove ora è in compagnia di altri suoi simili ed è ben curata. Più precisamente, Davide Stanic, tecnico di medicina nucleare all’ospedale di Udine e volontario de La Ninna, ha procurato contatti importanti per il passaggio aereo, per far arrivare i fondi necessari in Iran (Paese sottoposto a embargo), per pagare il volo e quanto necessario per Kasya, oltre che per risolvere diverse difficoltà logistiche mentre Ilaria dal Zovo, consigliere regionale e Damiano Baradel, Centro Recupero fauna selvatica ed esotica di Terranova, sono stati determinanti per coinvolgere l’associazione Salviamo gli Orsi della luna e per progettare le strategie di intervento. Durante il viaggio, avvenuto a bordo di un charter della Pouya Airlines, Kasya è stata immersa in una vasca, allestita appositamente smontando parte dei sedili dell’aereo accanto ad un team coordinato.

Stanic dichiara: “Sono contento di aver supportato una piccola realtà, come il centro ricci La Ninna, che, con caparbietà e determinazione, è uscito dai confini della sua operatività quotidiana, misurandosi in un ambito internazionale e lontano dalla propria sfera di azione, ottenendo successi insperati. La Ninna si è dimostrata fondamentale in questo salvataggio, che sembrava un’impresa ai limiti del possibile. Questa avventura è la dimostrazione che le piccole realtà, che ci mettono il cuore, le capacità e la faccia (oltre che il portafoglio), riescono a fare la differenza. Il centro si è tuffato in questa “missione impossibile” con l’incoscienza e la genuinità di chi antepone il sogno al pragmatismo. Per un anno abbiamo perseguito l’obiettivo, senza arrenderci di fronte alle mille difficoltà che si sono presentate, cambiando piani e progetti per superare gli intoppi (e sono stati moltissimi), fino ad arrivare al trasferimento. Sono fiero di come abbiamo resistito di fronte a ostacoli, che avrebbero fatto desistere altre organizzazioni, ben più grandi e strutturate” .

Oggi, la delfina si è ripresa benissimo dallo stress del viaggio, mangia, è vivacissima, “chiacchiera” molto e gioca tutto il giorno in compagnia di altri tre delfini. Il sogno, ora, è di restituirle la libertà in qualche area marina protetta. Quanti volessero aiutare Kasya nel suo percorso verso la libertà, potranno effettuare una donazione alle associazioni -La Ninna e Salviamo gli Orsi della luna- che stanno coordinando la raccolta fondi.

Michela Porta

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