Giovani imprenditori: ok unanime VI Comm a nuovi criteri contributi

26.02.2021 – 09.19 – La VI Commissione consiliare, presieduta da Giuseppe Sibau (Progetto Fvg/Ar) e riunita in modalità telematica, ha espresso parere favorevole all’unanimità alla delibera della Giunta regionale Fvg che va a modificare il regolamento concernente i criteri e le modalità per la concessione di contributi a sostegno di progetti di imprenditoria giovanile. Introdotta dall’assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, l’approvazione preliminare delle variazioni in esame è arrivata dopo gli interventi dei consiglieri Chiara Da Giau (Pd) e Mauro Bordin (Lega) che si sono comunque limitati a chiedere dettagli riguardo specifiche tematiche. Le variazioni del regolamento riguarderanno esclusivamente le domande presentate nel 2019, per le quali l’assessore Bini ha segnalato due elementi principali: “Innanzitutto, consentire a chi ha presentato regolare domanda di contributo, ma senza avere ancora presentato la rendicontazione, di avere a disposizione 6 mesi di tempo e non più 60 giorni”. “Inoltre, viene offerta la possibilità di mantenere il contributo – ha spiegato Bini – anche qualora il progetto originario risultasse leggermente difforme rispetto l’originale, magari a causa di spese necessarie per far fronte alle esigenze di sicurezza sorte davanti alla pandemia”. Come, per esempio, la realizzazione di opere di distanziamento sociale o l’acquisto di dispositivi Dpi, di macchinari per la sanificazione e la disinfestazione, di hardware e software per garantire la sicurezza sociale.

Nello specifico, le modifiche descritte interessano 105 domande: 21 inoltrate a Pordenone, 56 a Udine, 8 a Gorizia e 20 a Trieste. Tra le altre variazioni introdotte, l’opportunità di firmare le documentazioni (causa carenza di informatizzazione da parte di alcuni candidati) anche in formato cartaceo e non solo digitalmente, salvo presentazione del documento di identità. Infine, viene modificata la definizione di microcredito con importo incrementato da 25mila a 40mila euro.

L’assessore ha portato all’attenzione dei commissari anche l’andamento dei bandi 2017 e 2019: “Nel primo caso, sono state finanziate 170 domande per un totale di 2 milioni e 171mila euro di contributi. Solo 8, tutte giunte da Gorizia, risultano non finanziate. Nel secondo, invece, quelle finanziate state 84 per circa due milioni di euro complessivi, ma con una carenza di risorse per un milione e 170mila euro ai fini della copertura totale. Ricordo, tuttavia, che la dotazione è stata aumentata di ulteriori 500mila euro attraverso l’ultima Stabilità”.

Il bando per l’imprenditoria giovanile è stato significativamente riformato anche con l’articolo 25 della recente SviluppoImpresa che prevede incentivi a favore di start up guidate da imprenditori under 40, a vantaggio di spin off della ricerca, di spese di primo impianto o di investimento, nonché per servizi forniti da centri di co-working. Per questa linea sono stati stanziati 2 milioni e mezzo di euro per il 2021 e un milione per l’esercizio 2023.

Nel corso della discussione generale, la consigliera dem Da Giau ha ottenuto chiarimenti riguardo l’uso della firma digitale e della Posta elettronica certificata (Pec) che ora, attraverso l’opportunità della sigla cartacea, risultano non essere più un’opzione esclusiva che, secondo Bini, avrebbe costretto il rigetto di troppe domande. Il leghista Bordin, invece, ha auspicato il reperimento di nuovi fondi per scorrere ulteriormente le graduatorie delle domande inevase, ottenendo conferma che tale opzione sarà oggetto di attenta valutazione.
(c.s.) d.g.