SISSA, per il cervello memorizzare Dante è più facile di Ariosto

Il segreto è la metrica "dantesca"

25.03.2021 – 10.44 – Tra gli endecasillabi della Divina Commedia e i versi dell’Orlando Furioso, tra la cantilenante metrica di Dante Alighieri e quella battagliera di Ludovico Ariosto, chi vince? Sotto il profilo della memorizzazione dei testi e della facilità di ricordare versi e strofe, sostantivi e verbi, l’opera dantesca si conferma eccezionalmente adatta a essere memorizzata, a una trasmissione orale che conferma la diversità non solo delle opere, quanto del periodo storico: dal medioevo all’età moderna. È quanto ha scoperto un gruppo di neuroscienziati triestini della Scuola internazionale superiore di studi avanzati (Sissa). Lo studio, pubblicato nell’occasione del Dantedì, si è focalizzato su tre componenti della metrica: rima, accenti e lunghezza dei versi.

La ricerca, realizzata da Sara Andreetta Oleksandra Soldatkina, Vezha Boboeva e Alessandro Treves del gruppo di neuroscienze cognitive della Sissa, evidenzia una differenza tra le due opere: sembra che i versi di Dante abbiano componenti intrinseche per cui restano più impressi anche se la metrica viene distrutta.
“Abbiamo scelto passaggi dalla Divina Commedia di Dante Alighieri e dall’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto e li abbiamo privati di significato sostituendo a molte parole chiave delle non-parole, in modo da mantenere comunque intatta la prosodia e la metrica”, racconta Andreetta, prima autrice della ricerca.
“Da ciascuno di questi passaggi in versione nonsense ne abbiamo poi generati altri tre – spiega – uno senza rima, uno con gli accenti alterati, uno coi versi di lunghezza variabile.
Abbiamo verificato con un apposito test con circa 130 partecipanti la loro plausibilità poetica ovvero quanto i versi ‘suonassero bene’ nonostante le modifiche e ne è risultato che sia per Dante che per Ariosto le tre componenti pesano proprio in quest’ordine – conclude – più importante la rima, poi gli accenti, poi la lunghezza corretta degli endecasillabi”.

[i.v.]