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giovedì, 8 Dicembre 2022

Zona bianca in Friuli Venezia Giulia, la ripartenza del turismo vale 4 miliardi

28.05.2021 – 09.40 – Il recente miglioramento della situazione pandemica su tutto lo stivale e in generale in tutto il continente europeo, unito all’avanzamento della campagna vaccinale, ha portato l’Italia intera a guardare all’estate con più fiducia rispetto a quanto avveniva qualche settimana fa.
In particolare, il Friuli Venezia Giulia si prepara a riaccogliere i turisti, processo che verrà accelerato dalla ormai prossima entrata in vigore della zona bianca.
Potranno quindi raggiungere la regione anche i molti turisti stranieri – provenienti principalmente da Austria e Germania – che solitamente scelgono il Friuli Venezia Giulia come meta balneare per le loro vacanze.

Come evidenzia il recente studio condotto dalla Fondazione Think Tank Nord Est, il valore del fatturato portato in dote dal settore turistico in Friuli Venezia Giulia ammonta a circa 4 miliardi di euro, che corrisponde a un valore compreso tra l’11% e il 12% del PIL regionale.
Negli ultimi anni il settore turistico ha mostrato un andamento altalenante: sempre in crescita – seppur lieve – dal 2015, fino al dato massimo di 9 milioni di presenze registrato nel 2019; complice chiaramente la pandemia, il valore si è però praticamente dimezzato nel 2020.
L’analisi prende in considerazione strutture ricettive, agenzie di viaggi, bar e ristoranti, trasporti, cultura, eventi e attività ricreative, insieme che raggruppa 9.498 imprese, che corrispondono al 10,7% del totale.
A livello regionale, il primato dell’incidenza di imprese turistiche è detenuto da Trieste, dove costituiscono il 15,1% del totale. Nonostante ciò, negli ultimi anni si osserva un trend leggermente negativo nel numero di imprese attive nel settore turistico, fenomeno che è stato accentuato dall’emergenza sanitaria.

Come afferma il vice presidente della Fondazione Think Tank Nord Est Antonio Simeoni, “le aziende del settore turistico in regione hanno attraversato la pandemia con grandi difficoltà e rilevanti perdite economiche, ma tutto sommato hanno retto l’urto, come evidenziano i numeri del registro delle imprese. Per agevolare la ripartenza del turismo è necessario rilanciare gli investimenti, garantendo alle imprese turistiche l’accesso al credito anche nel post-pandemia, e allungando i tempi di rimborso dei mutui in essere e di quelli futuri, perché la marcata stagionalità di molte destinazioni costituisce un limite alla redditività delle aziende e di conseguenza un freno agli investimenti. Infine – conclude Simeoni – per andare incontro alle esigenze della domanda turistica, è importante favorire la riqualificazione delle strutture ricettive, in particolare degli appartamenti di vacanza: alcuni provvedimenti nazionali e regionali vanno nella direzione corretta, incentivando la valorizzazione di una componente fondamentale dell’offerta ricettiva del Friuli Venezia Giulia”.

In questo senso comunque, sono stati fatti recentemente degli importanti passi avanti in regione, che al giorno d’oggi può contare su 157 mila posti letto disponibili tra appartamenti, alberghi e campeggi.
Il riscontro è positivo per il momento: il numero delle prenotazioni nelle strutture ricettive sta infatti crescendo, principalmente nelle mete balneari, ma anche per quanto riguarda il turismo montano.

[c.d.]

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