Green pass: cosa cambia da oggi? Domande e risposte da Asugi

15.10.21-08.00-Dal 15 ottobre al 31 dicembre il Green pass sarà obbligatorio in tutti i luoghi di lavoro. Ma cosa cambia nel concreto? Ecco alcune risposte alle domande più frequenti dal sito di Asugi.

  • Come devono avvenire i controlli sul green pass dei lavoratori nel settore pubblico e in quello privato?
    Ogni amministrazione/azienda è autonoma nell’organizzare i controlli, nel rispetto delle
    normative sulla privacy e delle linee guida emanate con il dPCM 12 ottobre 2021. I datori
    di lavoro definiscono le modalità operative per l’organizzazione delle verifiche, anche a
    campione, prevedendo prioritariamente, ove possibile, che tali controlli siano effettuati al
    momento dell’accesso ai luoghi di lavoro, e individuano con atto formale i soggetti incaricati dell’accertamento delle violazioni degli obblighi di cui ai commi 1 e 2 (..)Nelle pubbliche amministrazioni l’accertamento, che dovrà avvenire su base giornaliera, prioritariamente nella fascia antimeridiana della giornata lavorativa, potrà essere generalizzato o a campione, purché in misura non inferiore al 20% del personale presente.
  • Come è possibile, per i soggetti che non possono vaccinarsi per comprovati motivi di salute, dimostrare di poter accedere al luogo di lavoro?
    I soggetti che, per comprovati motivi di salute, non possono effettuare il vaccino contro il COVID-19, dovranno esibire un certificato contenente l’apposito “QR code” in corso di
    predisposizione. Nelle more del rilascio del relativo applicativo, il personale esente –
    previa trasmissione della relativa  documentazione sanitaria al medico competente dell’amministrazione di appartenenza – non potrà essere soggetto ad alcun controllo.
  •  I soggetti che hanno diritto al green pass ma ne attendono il rilascio o l’aggiornamento come possono dimostrare di poter accedere al luogo di lavoro?
    Sarà possibile avvalersi dei documenti rilasciati, in formato cartaceo o digitale, dalle strutture sanitarie pubbliche e private, dalle farmacie, dai laboratori di analisi,
    dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta.
  • Quali provvedimenti deve prendere il datore di lavoro che accerta che il
    dipendente abbia effettuato l’accesso alla sede di servizio pur essendo sprovvisto di green pass? Quali sanzioni rischia il lavoratore?
    Il lavoratore, pubblico o privato, è considerato assente ingiustificato, senza diritto allo
    stipendio, fino alla presentazione del green pass; nel caso di aziende con meno di 15
    dipendenti, dopo il quinto giorno di assenza ingiustificata, il datore di lavoro può sospendere il lavoratore per la durata corrispondente a quella del contratto di lavoro
    stipulato per la sostituzione, comunque per un periodo non superiore a dieci giorni, rinnovabili per una sola volta. Il datore di lavoro deve poi effettuare una segnalazione alla Prefettura ai fini dell’applicazione della sanzione amministrativa. Il lavoratore che accede al luogo di lavoro senza green pass è soggetto, con provvedimento del Prefetto, a una sanzione amministrativa che va da 600 a 1.500 euro. Vengono poi applicate anche le sanzioni disciplinari eventualmente previste dai contratti collettivi di settore.
  • I parrucchieri, gli estetisti e gli altri operatori del settore dei servizi alla persona devono controllare il green pass dei propri clienti? E i clienti, devono controllare il green pass di tali operatori?
    Il titolare dell’attività deve controllare il pass dei propri eventuali dipendenti ma non deve richiederlo ai clienti, né questi ultimi sono tenuti a chiederlo a chi svolge l’attività
    lavorativa in questione.
  • È necessario verificare il green pass dei lavoratori autonomi che prestano i propri servizi a un’azienda e che per questo devono accedere alle sedi della stessa?
    , tutti coloro che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa o di formazione o di volontariato nelle sedi dell’azienda sono soggetti al controllo.
  • È possibile per il datore di lavoro verificare il possesso del green pass con
    anticipo rispetto al momento previsto per l’accesso in sede da parte del lavoratore?
    Sì. Nei casi di specifiche esigenze organizzative, i lavoratori sono tenuti a
    rendere le comunicazioni relative al mancato possesso del green pass con il preavviso
    necessario al datore di lavoro per soddisfare tali esigenze.
  • Quali sanzioni rischia il datore di lavoro che non effettua le verifiche previste per legge?
    Il datore di lavoro che non controlla il rispetto delle regole sul green pass rischia una
    sanzione amministrativa che va da 400 a 1.000 euro. I clienti non sono tenuti a verificare il green pass dei tassisti o dei conducenti di NCC.
  • I clienti devono verificare il green pass dei tassisti o degli autisti di vetture a noleggio con conducente?
    No, l’uso del green pass è una misura ulteriore che non può far ritenere superati i protocolli e le linee guida di settore.
  • I protocolli e le linee guida di settore contro il COVID-19, che prevedono regole
    sulla sanificazione delle sedi aziendali, sull’uso delle mascherine e sui distanziamenti, possono essere superati attraverso l’utilizzo del green pass?
    I controlli devono essere effettuati da entrambe, sia dalla società di somministrazione, sia dall’azienda presso la quale il lavoratore svolge la propria prestazione.
  • Da chi devono essere effettuati i controlli sul green pass dei lavoratori che arrivano da società di somministrazione? Dalla società di somministrazione o dall’azienda in cui vengono distaccati?
    Oltre alla retribuzione, non sarà più versata al lavoratore senza green pass qualsiasi altra componente della retribuzione, anche di natura previdenziale, avente carattere fisso e continuativo, accessorio o indennitario, previsto per la giornata di lavoro non prestata. I giorni di assenza ingiustificata non concorrono alla maturazione delle ferie e
    comportano la perdita della relativa anzianità di servizio.
  • Gli utenti dei servizi hanno l’obbligo di green pass?                                            No. L’unica categoria di soggetti esclusa dall’obbligo di esibire il green pass per
    accedere agli uffici pubblici è quella degli utenti, ovvero di coloro i quali si recano in un
    ufficio pubblico per l’erogazione del servizio che l’amministrazione è tenuta a prestare.

s.t.