09.01.2026 – 16.34 – Monfalcone si conferma una città all’avanguardia a livello nazionale nella gestione e nel controllo delle condizioni abitative, con l’obiettivo di contrastare il sovraffollamento e le false residenze e di garantire verifiche puntuali sull’idoneità alloggiativa degli stranieri che avviano l’iter per il ricongiungimento familiare. I dati delle verifiche sono stati presentati ieri mattina dal consigliere delegato alla Sicurezza e già sindaco, Anna Maria Cisint, insieme al dirigente dell’Ufficio Urbanistica, Marco Marmotti, e il comandante della Polizia locale, Rudi Bagatto. “Monfalcone è una città complessa, ad alta tensione abitativa, che non può prescindere dal rispetto delle regole, dalla tutela della sicurezza dei cittadini e dalla corretta gestione delle risorse pubbliche” ha rilevato l’onorevole Anna Maria Cisint. “Ogni mese sul nostro territorio cittadino, oltre alla popolazione residente, permangono circa 3mila persone non residenti; situazione resa ancora più difficile dalla presenza di circa 280 foresterie, quasi tutte riconducibili all’indotto di Fincantieri, che contribuiscono in maniera significativa sui servizi pubblici, sulla sicurezza e sul welfare. È un fenomeno che va governato con regole chiare e controlli seri, ed è proprio per questo che abbiamo scelto, da anni, di potenziare i controlli alloggiativi rendendoli non solo documentali ma rigorosi e concreti, e di continuare a investire su videosorveglianza, rafforzamento dell’organico della Polizia locale e cooperazione tra uffici comunali, Questura e forze dell’ordine. Un’impostazione che ha reso Monfalcone un modello a livello nazionale nei controlli sulle residenze e unico Comune in Italia ad aver sottoscritto un accordo operativo con la Questura, che consente di conoscere tempestivamente chi arriva sul territorio comunale; informazioni essenziali per assicurare prevenzione dei comportamenti scorretti e sicurezza urbana”.
Azioni che sono poi sfociate nella riforma partita proprio da Monfalcone, delle norme relative ai ricongiungimenti familiari, introducendo, con il L 145/2024, criteri più stringenti su permanenza, alloggio e controlli. Prima dell’introduzione delle recenti modifiche, l’amministrazione a guida Cisint aveva fatto già emergere una criticità rilevante nel sistema dei ricongiungimenti familiari: le richieste venivano infatti presentate senza che fosse verificata la reale capacità alloggiativa delle abitazioni in cui i congiunti avrebbero risieduto e senza che fossero rilevate le persone già presenti in casa. Non era inoltre prevista alcuna comunicazione ai proprietari degli immobili, che restano ignari del reale numero di occupanti.
“Abbiamo rilevato un vuoto normativo e lo abbiamo colmato con i fatti” ha specificato l’onorevole Cisint. “Oggi l’Ufficio Anagrafe, prima di trasmettere la necessaria documentazione alla Questura, consulta l’Ufficio Urbanistica per verificare la capienza massima degli appartamenti oggetto di richiesta di ricongiungimento e il numero delle persone già ospitate; tali informazioni vengono riportate nel certificato di idoneità alloggiativa e trasmesse anche alla Polizia locale, che procede alle verifiche in loco, garantendo un controllo puntuale e concreto, sia sul numero dei reali occupanti che sulle condizioni in cui vivono”. “Le procedure che a Monfalcone costituivano prassi da tempo ora sono diventate legge in tutta Italia” continua Cisint, “un risultato normativo e politico di rilievo nazionale, che ha introdotto criteri chiari sui parametri abitativi e reso il certificato di idoneità alloggiativa non un mero atto formale, ma elemento imprescindibile per la richiesta di ricongiungimento familiare, che garantisce legalità, sicurezza e dignità abitativa”.
In quest’ottica, nel solo 2025 la Polizia locale di Monfalcone, altamente professionalizzata in tale ambito, ha controllato 195 appartamenti, comminando 69 sanzioni per sovraffollamento, 40 sanzioni per omessa dichiarazione di ospitalità (da 1.000 € ciascuna) e 4 sanzioni per cessione di fabbricato. Sono state inoltre disposte 211 cancellazioni di residenza d’ufficio, a fronte di soggetti che risultavano formalmente residenti ma che non dimoravano più sul territorio comunale, continuando a percepire benefici e contributi pubblici. “Parliamo di centinaia di migliaia di euro sottratti indebitamente al welfare; risorse che devono invece essere destinate alle persone realmente fragili e bisognose” evidenzia Cisint. “Individuiamo così anche i sovraffollamenti, che esistono quando le regole non vengono rispettate”. Complessivamente, dal 2017 al 2025 a Monfalcone sono stati 1.423 gli alloggi controllati da parte degli agenti, che hanno provveduto a segnalare 1.437 persone da cancellare dal registro dei residenti. I controlli nelle abitazioni derivano per il 20% da segnalazioni di cittadini e amministratori di condominio, il 40% dalla verifica delle dichiarazioni di ospitalità e il 40% dai controlli sulle residenze, in applicazione di precise norme nazionali, tra cui la Legge 59/1978 e il Testo Unico sull’Immigrazione (286/2008).
Da Monfalcone prende inoltre avvio una nuova stretta sui ricongiungimenti familiari, portata avanti dal sottosegretario Nicola Molteni, che dovrebbe entrare in vigore nel 2026. La proposta prevede ricongiungimento limitato a coniuge e figli minori, innalzamento della soglia di reddito IRPEF da circa 7.000 € a 13.659,64 €, con aumento del 50% per ogni familiare aggiuntivo che si vuole ricongiungere. “Una misura di equità, che consentirà a chi arriva di vivere in modo dignitoso e allo stesso tempo di distribuire correttamente le risorse del welfare, tutelando i cittadini e l’interesse nazionale. Se tutti i Comuni d’Italia adottassero il nostro modello, molti dei problemi legati ai sovraffollamenti, alle false residenze e all’utilizzo improprio delle risorse pubbliche non esisterebbero o sarebbero drasticamente ridotti” conclude Cisint.
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