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mercoledì, 4 Febbraio 2026

Gorizia si racconta con le foto: tre mostre in città ‘per non dimenticare’

30.01.2026 – 13.30 – Raccontarsi con le foto: è questo uno dei modi con cui Gorizia decide di esprimere la sua essenza. Immagini in bianco e nero, immagini di paesaggi, di persone, di luoghi comuni. Immagini di guerra e di quotidianità, di distruzione e di comunità. Anche se il 2025 è finito e la cerimonia di conclusione sia già avvenuta, i lasciti di Go! 2025 si fanno sentire. La riflessione su che cos’è la cultura a Gorizia (e di Gorizia) attirano ancora turisti e cittadini curiosi che voglio vedere il loro territorio da un punto di vista diverso. Sono ben tre le mostre fotografiche allestite a Gorizia, una città che porta – e porterà ancora – con orgoglio il titolo di Capitale della Cultura europea transfrontaliera. “Dove gli occhi non arrivavano” al Museo di Santa Chiara, “Back to Peace?” al Palazzo Attems-Petzenstein e “Tre sguardi” alla Casa Morassi Panizzolo di Borgo Castello. Oltre 20 autori di fama internazionale e più di 300 immagini a disposizione.

“Dove gli occhi non arrivano” è una mostra-ricordo per Franco Basaglia, lo psichiatra che negli anni ’60 fece partire da Gorizia la rivoluzione dei manicomi. Per la prima volta Gianni Berengo Gardin – venuto a mancare proprio nel 2025 -, Raymond Depardon e Ferdinando Scianna vengono riuniti assieme in un progetto che vuole, attraverso le loro fotografie e le loro testimonianze, dare senso compiuto alla straordinaria intuizione di Basaglia e alla trasformazione che avviò

“Back to Peace?” raccoglie gli eventi della Seconda Guerra Mondiale e del dopoguerra visti dagli obiettivi di 14 fotografi Magnum. Tra rovine e ricostruzione, le immagini invitano a riflettere sulla pace come conquista fragile e responsabilità collettiva. L’esposizione conta oltre duecento foto, frammenti di uno specchio in cui l’umanità si riflette nei suoi momenti più estremi, dalle immagini di Robert Capa che danzano con la morte sulle spiagge di Normandia al lavoro di George Roger sui campi di concentramento, in dialogo con i disegni-fantasmi di Zoran Mušič da Dachau. Il reportage di Wayne Miller sulle cicatrici atomiche del Giappone si affianca al “Le Retour” di Henri Cartier-Bresson sui prigionieri di guerra francesi. Completano l’affresco le fotografie di Werner Bischof, che documentò un’Europa ferita dalla Grecia alla Finlandia, il progetto Unicef di David Seymour sui bambini vittime dei conflitti, fino alla costruzione del Muro di Berlino.

In Borgo Castello invece è visitabile la mostra-evento “Tre sguardi”, che doveva chiudersi il 18 gennaio, ma è stata prorogata fino al primo marzo 2026. Provenienti rispettivamente da Stati Uniti, Italia e Slovenia, McCurry, Majoli e Krese offriranno tre sguardi unici e personali sulle terre di confine, indagando con la fotografia le relazioni tra i popoli, la memoria storica, le identità culturali, le differenze e i legami, fino a delineare una visione possibile di futuro fondata su pace, dialogo e fratellanza. Le città di Gorizia e Nova Gorica raccontano la loro peculiarità di confine attraverso tre reportage fotografici inediti.

Le mostre su Basaglia e sulla Seconda Guerra Mondiale sono visitabili fino al 3 maggio 2026. Per orari, ulteriori informazioni, costo dei biglietti e prenotazioni, si può consultare il sito Turismo FVG.

[a.c.]

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