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venerdì, 6 Febbraio 2026

Sempre meno medici e sempre più pazienti: il paradosso della sanità italiana

05.02.2026 – 11.00 – Negli ultimi anni la sanità in Friuli Venezia Giulia ha registrato un progressivo deterioramento nella disponibilità dei medici di medicina generale, riflettendo e spesso anticipando la crisi nazionale della medicina di base. A livello italiano, un rapporto della Fondazione Gimbe segnalava a marzo 2025 oltre 5.500 medici di famiglia mancanti. Questo purtroppo, è un dato destinato a salire: complici la costante perdita di attrattività della formazione specialistica e un aumento dei pensionamenti –  entro il 2027 sono attesi circa 7.300 ritiri. Secondo i dati regionali mancano circa 151 medici di famiglia, con una diminuzione tra il 2019 e il 2023 del 12,9 per cento dei professionisti attivi, leggermente superiore alla media nazionale. Il 52,4 per cento dei medici di famiglia regionali supera il tetto contrattuale dei 1.500 assistiti, con un impatto negativo sulla qualità dell’assistenza e sulla disponibilità di tempo per i singoli pazienti.

Ciò si concretizza in oltre 400 zone scoperte o sotto-dotate di medici di base, con particolari criticità nel territorio di Gorizia, Monfalcone e Trieste. La situazione di Gorizia è coerente con questa tendenza: vi sono pochissimi posti disponibili nelle liste dei medici di assistenza primaria (gli ambulatori ASAP) tra Gorizia, Mossa, San Floriano del Collio, Savogna d’Isonzo, segno di una domanda di medici non ancora soddisfatta. Il fenomeno non è solo statistico: molte comunità si trovano con lunghe liste di attesa per ottenere un medico di base o con funzioni mediche svolte da professionisti a contratto o incarichi temporanei.

La formazione specialistica in medicina generale mostra segnali contrastanti: nel bando regionale 2025-28 per la Medicina Generale sono state messe a disposizione circa 40 borse di studio, ma solo 44 dei 80 iscritti si sono presentati al test, e si stima che appena una ventina intraprenderà effettivamente il percorso.

Tra la fine del 2025 e il 2026 la Regione ha proposto misure emergenziali, come la riassunzione temporanea di medici pensionati con contratti freelance per mantenere la copertura nei servizi essenziali fino al 31 dicembre 2026, ma molti osservatori dell’Opposizione avvertono che si tratta di soluzioni tampone di breve periodo.

[a.c.]

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