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giovedì, 19 Febbraio 2026

Bonus ristrutturazione 2026, cosa sapere su aliquote e adempimenti

16.02.2026 – 10.12 – Le agevolazioni fiscali legate alla casa continuano a rappresentare uno degli strumenti più utilizzati dai contribuenti italiani. Anche nel 2026 restano in vigore il bonus ristrutturazione e il bonus mobili, due misure centrali nel sistema degli incentivi edilizi, confermate e ridefinite dalla Legge di Bilancio 2026 all’interno di un quadro normativo che negli ultimi anni è stato progressivamente razionalizzato. Tra proroghe, correttivi e ridimensionamenti, il legislatore ha mantenuto attivi gli strumenti principali, fissando requisiti e modalità operative più precise.

Il bonus ristrutturazione consiste in una detrazione Irpef che consente di recuperare una parte delle spese sostenute per lavori di recupero e riqualificazione del patrimonio edilizio. L’agevolazione viene suddivisa in dieci rate annuali di pari importo e, per il 2026, prevede due percentuali differenti: il 50% per gli interventi effettuati sull’abitazione principale e il 36% per quelli eseguiti su altri immobili. Questa impostazione “a doppia aliquota” è stata confermata anche per l’anno in corso, evitando il ritorno generalizzato a percentuali più basse che era stato ipotizzato per il futuro. La detrazione si applica su un tetto massimo di spesa pari a 96mila€ per ciascuna unità immobiliare. Tra gli interventi ammessi rientrano la manutenzione straordinaria, il restauro e il risanamento conservativo, le ristrutturazioni edilizie, la sostituzione degli infissi, il rifacimento degli impianti, l’installazione di ascensori e, più in generale, le opere finalizzate alla sicurezza e al miglioramento complessivo dell’immobile. Il beneficio è riconosciuto anche per i lavori eseguiti sulle parti comuni dei condomìni, con una ripartizione delle spese e delle quote di detrazione secondo i millesimi o i criteri deliberati dall’assemblea.

Per le spese sostenute nel 2025 è però necessario prestare attenzione agli adempimenti. Un provvedimento pubblicato il 10 febbraio 2026 dall’Agenzia delle Entrate ha fissato al 16 marzo 2026 il termine entro cui devono essere trasmesse le comunicazioni richieste, in particolare nei casi condominiali e per attestare che l’immobile oggetto dell’intervento sia abitazione principale. Solo in questo modo, nella dichiarazione dei redditi, potrà essere applicata l’aliquota del 50%. In assenza di comunicazione, o in caso di invio tardivo, nella precompilata potrebbe comparire automaticamente la percentuale ordinaria del 36%, con la perdita della maggiorazione. Si tratta quindi di una scadenza tecnica che incide sull’aliquota riconosciuta per le spese dell’anno precedente, non di una data di chiusura del bonus. Un altro elemento essenziale per non compromettere il diritto alla detrazione riguarda la modalità di pagamento. I versamenti devono essere tracciabili e, per i lavori edilizi, effettuati tramite il cosiddetto bonifico parlante, che riporta la causale specifica, il codice fiscale del beneficiario e la partita Iva o il codice fiscale dell’impresa esecutrice. È inoltre obbligatorio conservare fatture, ricevute e, ove richiesto, i titoli abilitativi come CILA o SCIA. Le somme devono poi essere indicate nella dichiarazione dei redditi del soggetto che ha effettivamente sostenuto la spesa.

Collegato agli interventi edilizi è il bonus mobili, anch’esso confermato per il 2026. L’agevolazione prevede una detrazione Irpef pari al 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili nuovi e grandi elettrodomestici, entro un limite massimo di 5mila € per ciascuna unità immobiliare ristrutturata. Per poter beneficiare della misura è indispensabile che i lavori siano stati avviati prima dell’acquisto dei beni. Sono detraibili anche i costi di trasporto e montaggio, purché pagati con strumenti tracciabili come bonifico o carta di credito o debito; resta escluso il pagamento in contanti. Dal punto di vista operativo, anche per il bonus mobili valgono gli stessi principi: conservazione accurata della documentazione e indicazione delle spese nella dichiarazione dei redditi, con ripartizione della detrazione in dieci quote annuali. Nel caso di lavori distribuiti su più anni, ciascun importo deve essere imputato all’anno in cui è stato effettivamente pagato, secondo il criterio di cassa.

Oltre a queste due misure, nel 2026 restano attivi altri strumenti di sostegno agli interventi edilizi. Tra questi figurano l’ecobonus, dedicato all’efficientamento energetico, come la sostituzione degli impianti di climatizzazione o il miglioramento dell’isolamento termico, e il sismabonus, finalizzato alla riduzione del rischio sismico degli edifici. Sono inoltre confermate le agevolazioni per l’acquisto di immobili ristrutturati da imprese e per la realizzazione o l’acquisto di box e posti auto pertinenziali, misure che seguono anch’esse un meccanismo di detrazione pluriennale con percentuali e limiti variabili a seconda della tipologia di intervento.

[a.c.]

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