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venerdì, 27 Marzo 2026

Ziberna a Lubiana, Gorizia e Nova Gorica laboratorio per l’Europa

27.03.2026 – 09.30 – Gorizia e Nova Gorica si presentano al mondo come un modello di integrazione transfrontaliera europea. Il sindaco Rodolfo Ziberna ha portato la voce della città gemella alla conferenza internazionale Urban Future 2026 di Lubiana, dove esperti da tutto il mondo si confrontano sulle sfide della vita urbana contemporanea — dalla mobilità sostenibile alla transizione climatica. Sul palco insieme al collega sloveno Samo Turel, primo cittadino di Nova Gorica, Ziberna ha raccontato come due città separate da un confine che per decenni ha rappresentato la divisione del continente stiano oggi costruendo insieme un futuro comune, trasformando quella linea in un’opportunità concreta per i propri cittadini.

“La Capitale europea della cultura non è stato solo un titolo, è stato una trasformazione. Abbiamo deciso di smettere di essere ‘due’ e iniziare ad essere ‘uno’. Un cuore, una visione, due nazioni”, ha dichiarato Ziberna aprendo il suo intervento. Il sindaco ha illustrato nel dettaglio gli strumenti urbanistici al centro di questa trasformazione: parchi che attraversano il confine senza interruzioni, piste ciclabili che consentono a un cittadino di vivere in Italia e raggiungere il posto di lavoro in Slovenia in dieci minuti, e la riqualificazione di piazza Transalpina, già simbolo della Cortina di Ferro e oggi spazio pubblico condiviso per concerti, famiglie e incontri. “Prima era il simbolo della cortina di ferro. Oggi è un luogo per concerti, per famiglie e per amicizie“, ha spiegato.

L’esperienza di GO! 2025 — l’anno in cui Gorizia e Nova Gorica hanno condiviso il titolo di Capitale europea della cultura — ha rappresentato l’acceleratore di un processo che ora pone nuove domande alle istituzioni. Ziberna ha riconosciuto apertamente i nodi irrisolti: molti residenti vivono da una parte e lavorano dall’altra, attraversano il confine per studiare o per accedere a servizi sanitari, ma si scontrano ancora con normative nazionali divergenti e procedure burocratiche lente. “Abbiamo bisogno di ‘leggi comuni sulle frontiere’ per aiutare i nostri cittadini a vivere meglio”, ha affermato il sindaco, rivolgendosi direttamente alle istituzioni europee. L’ambizione dichiarata è quella di fare di Gorizia e Nova Gorica un “laboratorio cittadino” di riferimento per l’Europa intera. “Se ci riusciremo, ogni confine in Europa potrà diventare un’opportunità. Personalmente sono molto ottimista”, ha concluso Ziberna. Un messaggio che, dalla capitale slovena, arriva a tutta la comunità europea: la storia di queste due città dimostra che la cooperazione oltre confine non è solo un principio astratto, ma una pratica quotidiana già in corso.

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