25 giugno 2026 – 10:53 – Fino al 26 settembre lo Showroom del Merletto goriziano di Corso Verdi 86 ospita una mostra che nasce da un incontro insolito: quello tra i disegni del Maestro friulano Giorgio Celiberti e le maestre merlettaie della Scuola Merletti di Gorizia. “Intrecci di segni e di fili: Giorgio Celiberti incontra il Merletto goriziano” racconta come un’opera d’arte possa cambiare natura — e quasi cambiare senso — passando da un linguaggio all’altro. L’origine del progetto risale a diversi anni fa, quando Miriam Mauri, allora direttrice della Scuola Merletti, conobbe Celiberti e ne apprezzò la disponibilità.
Il Maestro donò alla Scuola una serie di bozzetti, avviando un percorso creativo che ha portato alla realizzazione di opere inedite: le maestre merlettaie hanno tradotto in filo e tombolo il tratto di Celiberti, lavorando a partire dalle competenze tecniche e artistiche maturate all’interno della Scuola, dove l’attività didattica promossa dall’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia (ERPAC) affianca alle tecniche tradizionali lo studio della storia dell’arte e del disegno creativo. Le creazioni sono entrate a far parte del patrimonio storico della Scuola nel 2019, ma vengono presentate al pubblico soltanto ora. Il risultato è una collezione in cui le tensioni espressive dei disegni di Celiberti si trasformano, attraverso la lavorazione a merletto, in composizioni di equilibrio formale.
La mostra segnala anche uno sviluppo più recente: nel 2026 la collaborazione ha ispirato la realizzazione di nuovi gioielli e nuove sperimentazioni, segno che il dialogo tra i due linguaggi è ancora attivo. «È giunto il momento di condividere la preziosità di questi merletti con la città di Gorizia e con tutti i numerosi frequentatori italiani e stranieri dello Showroom», ha dichiarato la curatrice Antonella Ruggieri, sottolineando che «la Scuola Merletti sta vivendo un periodo di grande crescita». Il Vicepresidente e Assessore alla Cultura della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Mario Anzil, ha definito la mostra «molto più di un’esposizione: è un incontro tra linguaggi, una trama sottile in cui gesto artistico e sapere artigiano si riconoscono e si valorizzano reciprocamente». La Direttrice Generale di ERPAC FVG, Lydia Alessio Vernì, ha espresso «particolare soddisfazione» per un progetto che mette in dialogo «due linguaggi apparentemente lontani, ma profondamente affini». L’esposizione è curata da Antonella Ruggieri, con l’allestimento realizzato da Elisabetta Cuidicio (Studio Celiberti), Martina Dilena e Antonella Russian per La Collina Società Cooperativa Sociale ONLUS.
articolo di Carlo Mattei


