Gorizia ricorda l’8 agosto 1916: 110 anni dalla prima redenzione

05 agosto 2026 – 11:30 – Sabato 8 agosto Gorizia tornerà a commemorare uno dei momenti più densi di significato della propria storia recente, quello della “prima redenzione” della città, avvenuta esattamente centodieci anni fa nel pieno della sesta battaglia dell’Isonzo: la cerimonia, che si svolgerà alle 9 al Sacrario di Oslavia, assumerà quest’anno un rilievo particolare grazie all’esposizione del Tricolore che il sottotenente Aurelio Baruzzi issò per primo sulla stazione ferroviaria l’8 agosto 1916, reso disponibile per l’occasione grazie alla collaborazione tra il Comune e il direttore del Sacrario militare di Redipuglia, colonnello Massimiliano Fioretti.

“L’8 agosto ricordiamo un momento storico di straordinaria importanza per la nostra città. Questa bandiera rimanda a una pagina di storia contrassegnata da un drammatico tributo di sangue, ma anche da gesti di straordinario patriottismo, come quello del sottotenente Baruzzi, insignito della Medaglia d’oro al Valor Militare conservata in municipio. Momenti come quello che celebreremo sabato a Oslavia, dove ricordiamo sono conservati i resti di 57.200 soldati, sono determinanti in termini di custodia e divulgazione della memoria”, ha dichiarato il sindaco Rodolfo Ziberna, affiancato dallo stesso Fioretti e dai rappresentanti dei sodalizi coinvolti nella cerimonia.

Aurelio Baruzzi, nato a Lugo di Romagna nel 1897 e scomparso nel 1985, si era arruolato come volontario nel febbraio del 1915: aveva appena diciannove anni quando, nell’agosto del 1916, prese parte alla sesta battaglia dell’Isonzo che portò all’ingresso delle truppe italiane in città. Sottotenente della Brigata Pavia, entrò per primo a Gorizia insieme a quattro fanti l’8 agosto 1916, dopo essere disceso dal Calvario, aver sorpreso duecento soldati austroungarici nel sottopasso ferroviario di Piedimonte e aver attraversato l’Isonzo pur non sapendo nuotare, per raggiungere infine la stazione ferroviaria. Il gesto gli valse la concessione della massima decorazione militare, rendendolo la più giovane Medaglia d’oro al Valor Militare della Grande Guerra, con una motivazione che recita: “Comandante di un reparto di bombardieri a mano, si slanciava per primo in un camminamento austriaco, catturandovi uomini e materiali. Due giorni dopo, accompagnato da soli quattro uomini, irrompeva in un sottopassaggio della ferrovia apprestato a difesa, contro il quale si erano spuntati gli attacchi dei due giorni precedenti, intimando audacemente la resa a ben duecento uomini, che venivano catturati unitamente a due cannoni e ricco bottino di armi e materiale. Più tardi partecipava al passaggio a guado dell’Isonzo, si spingeva in Gorizia e nella stazione innalzava la prima bandiera italiana”.

La medaglia, unica concessa a una persona ancora in vita, fu donata dalla moglie di Baruzzi, Hilde Pramerdorfer, alla città l’8 agosto del 1947, ed è tuttora conservata in municipio: in occasione della conferenza stampa di presentazione della cerimonia, il manufatto è stato esposto accanto alla bandiera. Resta inoltre testimonianza di quel periodo il diario dello stesso Baruzzi, che ripercorre l’esperienza vissuta tra l’Alto Isonzo, il Carso, l’altipiano di Asiago e il Piave, considerato un prezioso documento di memoria della Grande Guerra.

La cerimonia di sabato si svolgerà alla presenza di un picchetto della Brigata di Cavalleria Pozzuolo del Friuli. Tra i momenti previsti figurano la lettura della “Preghiera per i Caduti” da parte del presidente della sezione ANA di Gorizia, Paolo Verdoliva, e l’esecuzione di alcuni canti da parte del Coro Monte Sabotino. Interverranno il direttore del Sacrario e il sindaco, mentre la cerimonia si concluderà con un minuto di rintocchi della Campana Chiara.

Articolo di Carlo Mattei

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