09 ottobre 2026 – 10:00 – Dopo l’esperienza della mastectomia robotica, la chirurgia senologica dell’Ospedale di Gorizia compie un ulteriore passo in avanti e porta per la prima volta in Friuli Venezia Giulia la mastectomia endoscopica per il tumore della mammella, una metodica che, attraverso una piccola incisione laterale, consente di asportare la ghiandola preservando il complesso areola-capezzolo e di ricostruire il seno nello stesso tempo operatorio, con l’obiettivo di ridurre l’impatto fisico ed estetico di un intervento che per molte donne rappresenta un passaggio particolarmente delicato.
L’équipe di Chirurgia Senologica dell’Ospedale di Gorizia, composta dalla dottoressa Stefania Basso e dalla dottoressa Stefania Bidinost e diretta dal dottor Giuseppe Stacul, ha eseguito nei giorni scorsi il primo intervento di mastectomia bilaterale endoscopica per carcinoma della mammella. Il gruppo opera all’interno del reparto di Chirurgia Generale del nosocomio isontino, diretto dal dottor Marco Barone. La parte ricostruttiva con protesi è stata affidata all’équipe della dottoressa Nadia Renzi, della divisione di Chirurgia Plastica dell’Università di Trieste.
La mastectomia endoscopica è una tecnica chirurgica che permette di asportare la mammella risparmiando il complesso areola-capezzolo, servendosi di una metodica simile alla laparoscopia. L’accesso chirurgico prevede una piccola incisione di soli 3-4 centimetri, praticata lateralmente al solco sottomammario; attraverso la stessa apertura, dopo l’asportazione della mammella, viene eseguita la ricostruzione plastica con protesi definitiva. Rispetto alla mastectomia tradizionale, la durata dell’intervento è simile, ma la nuova tecnica, a parità di radicalità oncologica, consente di ridurre il rischio di sofferenza del complesso areola-capezzolo e di migliorare in modo significativo il dolore post-operatorio. Inoltre, la cicatrice, collocata lateralmente al solco sottomammario, risulta sostanzialmente invisibile nel tempo. La scelta di procedere con questo tipo di intervento, precisa l’équipe, va compiuta dopo un’accurata selezione dei casi, in rapporto alle caratteristiche istologiche, alle dimensioni e alla sede del tumore, oltre che al volume delle mammelle.
Diversa è la funzione della mastectomia robotica, che la stessa équipe aveva già eseguito come intervento profilattico in pazienti portatrici della mutazione genica BRCA1 e BRCA2. La mastectomia endoscopica, invece, rappresenta una scelta di tecnica valida sia come intervento profilattico sia come trattamento per le pazienti con carcinoma della mammella. L’intervento è stato reso possibile, si legge nella nota, grazie alla costante ricerca del miglioramento delle tecniche chirurgiche e alla stretta collaborazione tra le équipe di Chirurgia Senologica e di Chirurgia Plastica, il personale anestesiologico e quello infermieristico che opera all’interno dell’Ospedale di Gorizia.


