12 ottobre 2026 – 09:10 – Sono testimoni silenziosi della storia di Gorizia, capaci di attraversare generazioni e custodire, tra rami e radici, vicende legate alla vita della città. Gli alberi monumentali del capoluogo isontino saranno al centro dell’incontro in programma mercoledì 14 ottobre alle 16.30 a Palazzo de Grazia, dal titolo “Cosa ci raccontano gli esseri viventi più antichi della città”. Un’occasione per conoscere da vicino il patrimonio arboreo cittadino e riscoprire le storie che accompagnano alcuni degli esemplari più significativi, dalla magnolia dei Giardini pubblici, legata alla memoria dell’irredentismo goriziano, ai castagni che in passato rappresentarono una risorsa importante per la popolazione.
Gorizia, nota per il suo patrimonio verde in rapporto al numero di abitanti, può vantare circa una decina di alberi monumentali che hanno superato ampiamente il secolo di vita. Ognuno conserva caratteristiche e vicende che si intrecciano con quelle della comunità, trasformando il patrimonio naturale in una testimonianza della memoria collettiva. A guidare il pubblico nella scoperta di questi esemplari saranno Pierpaolo Pischiutta, agronomo specialista in arredo urbano, e Liubina Debeni, appassionata della flora cittadina. L’incontro permetterà di approfondire il valore storico e ambientale degli alberi, soffermandosi sulle particolarità che li rendono parte integrante dell’identità di Gorizia.
Tra gli esempi più significativi figura la magnolia dei Giardini pubblici, che nel 2027 raggiungerà i 160 anni. La sua forma particolare la rende un esemplare distintivo del patrimonio verde cittadino. In passato, la pianta assunse anche un significato simbolico per l’irredentismo goriziano: le foglie verdi nella parte superiore e rossastre in quella inferiore, insieme ai fiori bianchi, richiamavano i colori della bandiera italiana.
Un’altra storia è quella del platano nel cortile delle milizie del castello, il cui tronco presenta un aspetto che ricorda una tuta mimetica. L’albero sarebbe stato risparmiato dai bombardamenti della Prima guerra mondiale, diventando una presenza che richiama le vicende del conflitto e le trasformazioni attraversate dalla città. Anche i castagni di via Franconia raccontano un capitolo della storia locale. Nei secoli passati, i loro frutti contribuirono a sfamare la popolazione durante gli inverni più freddi, testimoniando il rapporto concreto tra gli alberi e la vita quotidiana degli abitanti.
La giornata di mercoledì sarà dedicata anche ad altri aspetti del patrimonio naturale. Alle 14 è prevista una visita al Giardino Viatori – Fondazione Carigo, organizzata dalla Rete d’Impresa goGREEN insieme a Manuel Rosin. Il percorso consentirà di osservare i colori autunnali di foglie e fiori e di approfondire i meccanismi attraverso i quali le piante affrontano il freddo e i cambiamenti climatici. L’attenzione si concentrerà sulla dormienza vegetale, la fase in cui le piante rallentano la propria attività per affrontare le condizioni sfavorevoli dell’inverno. Dalla peluria che protegge i boccioli della magnolia dalle gelate alle gemme invernali, la visita offrirà l’opportunità di osservare come la vita vegetale continui a prepararsi alla stagione successiva, anche in vista delle prime fioriture precoci di febbraio.
Il programma si concluderà con un ulteriore appuntamento dedicato al mondo dei funghi. Il tema “Funghi: tra ecosistema, nutrizione e clima” sarà approfondito da Paolo Bonnes, micologo iscritto al registro nazionale. Un’occasione per ampliare lo sguardo sulle relazioni tra organismi viventi, ambiente e condizioni climatiche. Tra alberi monumentali, giardini e micologia, la giornata proporrà così un percorso dedicato alla conoscenza della natura e al suo legame con la storia e la vita della comunità goriziana.