27.01.2026 – 16.00 – Si è svolta questa mattina, presso il cippo dei Deportati al Cimitero comunale di Monfalcone, la cerimonia commemorativa in occasione del Giorno della Memoria, momento di raccoglimento e riflessione condivisa che si celebra il 27 gennaio di ogni anno per ricordare le vittime della Shoah e delle deportazioni. Durante l’evento è intervenuto il Sindaco di Monfalcone, Luca Fasan, che ha ricordato la portata della tragedia dell’Olocausto e il legame profondo della città con quella pagina di storia.
“Lo sterminio, lucidamente pianificato e attuato nei campi di concentramento, portò all’eliminazione di due terzi degli ebrei d’Europa” – ha sottolineato Fasan – “milioni di persone, senza distinzione di età o di ceto sociale. Anche Monfalcone ha pagato un pesante tributo umano, con la deportazione di numerosi cittadini, prevalentemente per ragioni politiche. L’apposizione, nei giorni scorsi, delle Pietre d’Inciampo rappresenta la volontà di onorare questi nostri concittadini, contrastando ogni rischio di oblio e restituendo nome e storia a chi era stato ridotto a un numero. Abbiamo il compito di non dimenticare e trasmettere questi insegnamenti alle nuove generazioni, educare al rispetto della dignità umana e al rifiuto di ogni forma di violenza. ‘Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario'”, scriveva Primo Levi: il monito che ne deriva è la condanna di ogni manifestazione di antisemitismo e di fanatismo che porta all’uccisione indiscriminata di innocenti”.
È seguito l’intervento dell’Assessore regionale Sebastiano Callari, che ha sottolineato il valore attivo della memoria: “Questo giorno non vuole essere solo una ricorrenza, ma una presenza operativa. La partecipazione dei ragazzi testimonia la volontà di non dimenticare ciò che è stato”. La cerimonia si è aperta con l’ingresso del Gonfalone della Città di Monfalcone, decorato con la Medaglia d’Argento al Valor Militare, e con la deposizione della corona d’alloro donata dall’Amministrazione comunale in memoria dei deportati. Don Giulio Boldrin ha quindi impartito la benedizione, ricordando tutte le vittime dell’Olocausto.
Momento di particolare intensità emotiva è stata la lettura, a cura di Rossana Moro dei Lettori in Cantiere, di alcuni passi del discorso pronunciato il 27 gennaio 2005 da Simone Veil, ex deportata ad Auschwitz-Birkenau. Molto sentito anche il contributo degli alunni delle classi 5ªA e 5ªB della scuola primaria “Battisti”, che hanno letto due poesie, una dedicata alla memoria e l’altra al futuro, ricordando che «non c’è futuro senza memoria», e concludendo il loro intervento con la canzone-inno alla pace “Voglio la pace”.
A chiudere la cerimonia, l’esecuzione al violino dell’Ave Maria di Schubert da parte del Maestro Simone D’Eusanio. Numerose le autorità civili e militari presenti, a testimonianza dell’importanza e della profonda partecipazione della comunità a questo momento di commemorazione.
[c.m.]

