04.04.2026 – 10.30 – Un botta e risposta sulle presenze in aula dell’europarlamentare Anna Maria Cisint ha animato la giornata politica di ieri. A lanciare il sasso è stata la vicesegretaria regionale Pd Fvg Lucia Giurissa che, commentando la graduatoria delle partecipazioni ai lavori del Parlamento europeo degli eletti nella circoscrizione Nord Est d’Italia, ha dichiarato: “Ci si chiede quale sia il valore aggiunto per il Friuli Venezia Giulia nell’avere una europarlamentare che sembra stare più a Monfalcone che a Bruxelles. Anna Cisint è l’unica deputata europea del Friuli Venezia Giulia ed è stata votata per lavorare al Parlamento europeo, occupandosi in particolare degli interessi dei nostri concittadini, non per fare tour di propaganda. Purtroppo la ritroviamo fanalino di coda dietro a tutti gli altri eletti della circoscrizione Nord Est”.
“A scanso di equivoci – puntualizza Giurissa – si deve sapere che il lavoro sulla legislazione europea, che poi rimbalza in Italia, si fa in larga parte nelle commissioni e negli incontri che si tengono a Bruxelles: esserci fa la differenza. Ma pare che Cisint utilizzi la carica per continuare a fare il sindaco ombra di Monfalcone, ad accumulare cariche di partito e a terremotare la sua stessa maggioranza. Ci aspettavamo andasse in Europa indossando con orgoglio la maglietta ‘Io sono Fvg’ e invece i numeri dicono altro”.
Non si è fatta attendere la risposta di Cisint che, tramite una nota, liquida come sterile la polemica: “È stata data una lettura alquanto insensata e sterile del lavoro degli eletti al Parlamento europeo, stendendo una sorta di classifica mille miglia lontana dalla realtà dell’impegno che, almeno per quanto mi riguarda, ho svolto in questi mesi. Perché il metro di misura dell’impegno non può che essere dato dalla capacità di seguire e rappresentare le esigenze e i bisogni del territorio e delle nostre comunità e dai risultati che si portano a casa”.
“In questi mesi – prosegue Cisint – ho presentato più del doppio di interrogazioni a risposta scritta del leader del Pd Bonaccini, così come della Pd Gualmini e quasi il doppio della Pd Moretti. Segno di chi si fa carico dei problemi, li porta a Bruxelles e ne chiede la risoluzione, stimolando l’intervento della Commissione su temi cruciali spesso abbandonati o dimenticati. In questo modo ho difeso a Bruxelles gli interessi concreti delle nostre realtà, pur stando all’opposizione. Sono orgogliosa che il mio lavoro coinvolga e parta dal territorio, come avevo promesso, e non si svolga fra i palazzi e la burocrazia di Bruxelles. Ritengo di aver onorato e tenuto fede al mandato ricevuto da così tanti elettori delle nostre regioni. Quanto e quale sia stato il lavoro importante svolto in questi mesi lo dimostrano le questioni che ho sollevato e portato avanti”.

