07 ottobre 2026 – 08:45 – Migliaia di persone hanno partecipato alla prima edizione di «Frontiere – Dove i mondi si incontrano», tra gli appuntamenti al Teatro Verdi e le iniziative diffuse nel centro storico di Gorizia. Un debutto che, secondo il bilancio degli organizzatori e dei partner, ha confermato l’interesse per un progetto culturale dedicato ai grandi temi del presente e costruito attorno alla particolare identità della città, segnata storicamente dall’esperienza della frontiera. Il risultato porta già alla seconda edizione: Frontiere tornerà a Gorizia dal 1° al 3 ottobre 2027.
«Le migliaia di persone che hanno animato questa prima edizione ci spingono a guardare già al prossimo autunno: Frontiere tornerà a Gorizia dal 1° al 3 ottobre 2027 – annuncia Paolo Possamai, direttore editoriale del Gruppo NEM Nord Est Multimedia –. La risposta del pubblico dà forza all’idea da cui siamo partiti: raccogliere con il festival l’eredità di GO! 2025 e fare di Gorizia, con le sue molteplici radici, un luogo da cui leggere il nostro tempo. Attraverso gli otto binomi proposti nelle lectio abbiamo affrontato questioni centrali del presente, portando alla luce legami e contraddizioni fra mondi solo apparentemente lontani. La partecipazione di pubblici diversi ci restituisce l’immagine di una città che, da frontiera simbolo del Novecento, si propone oggi come capitale del dialogo e del confronto. Questo risultato nasce da un lavoro condiviso: con Editori Laterza ci hanno affiancati la Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, il Comune di Gorizia, la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, le tre Università di Trieste, Udine e Nova Gorica, il GECT e molti altri partner che hanno contribuito a radicare il festival nella vita cittadina. La prospettiva è quella di un evento di lungo respiro, che trova a Gorizia la sua sede naturale e all’inizio dell’autunno il suo momento nel calendario culturale».
Il programma ha avuto il suo fulcro al Teatro Verdi, dove le lezioni magistrali hanno registrato il tutto esaurito pressoché costante. Accanto agli incontri in teatro, il festival ha coinvolto il centro cittadino con itinerari, performance e iniziative legate al tema della frontiera, raggiungendo anche un pubblico proveniente da fuori Gorizia.
A guidare la manifestazione sono stati otto binomi affidati ad altrettante voci della cultura contemporanea. Giada Messetti ha affrontato il rapporto fra Cina e USA, Anna Foa il tema di sionismo e diaspora, Matteo Lancini quello tra giovani e adulti, Paolo Ferri il rapporto tra universo finito e infinito, Vera Gheno quello tra maschile e femminile, Stefano Velotti il bello e il brutto, Maurizio Ferraris l’intelligenza naturale e artificiale e Alessandro Vanoli il rapporto tra Oriente e Occidente. Dalla geopolitica alla storia, dalla psicologia alla filosofia, dalla linguistica all’informatica e alla fisica astronomica, il festival ha utilizzato il concetto di frontiera come chiave di lettura delle relazioni e delle contrapposizioni del presente.
Il programma ha inoltre superato gli spazi del Teatro Verdi grazie a «Crossroads – La frontiera oltre il confine», progetto di attivazione culturale urbana promosso e realizzato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia. Itinerari e performance hanno accompagnato il pubblico tra piazze, corti e botteghe, attraverso teatro, musica, danza, cinema, fotografia e sapere artigianale. La scoperta della città è proseguita anche attraverso le «Frontiere Experience» curate dal Comune, tra cui gli «Assaggi di frontiera» proposti dai ristoratori goriziani. La cucina ha interpretato il tema del festival attraverso ricette e sapori legati alle tradizioni friulane, slovene, austriache e ungheresi, mostrando come l’incontro tra culture sia entrato anche nel patrimonio gastronomico locale.
«Il successo di questa prima edizione è il risultato del lavoro di tutti i partner, ai quali va il mio ringraziamento, a partire dal Gruppo NEM e Laterza, e della qualità degli ospiti, capaci di conquistare il pubblico e accompagnarlo, nell’arco compattissimo di una sola ora, nel cuore di questioni complesse – dichiara il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna –. Se questo era l’anno zero, possiamo dire che “Frontiere” ha superato il debutto a pieni voti. Il Teatro Verdi ha registrato il tutto esaurito pressoché a ogni appuntamento, nonostante le belle giornate di questo inizio d’autunno, che avrebbero potuto invitare a scegliere altre mete. A richiamare migliaia di spettatori, arrivati anche da fuori Gorizia, sono stati la forza dei temi e il valore degli ospiti, accolti con un entusiasmo che abbiamo potuto toccare con mano. La nostra città è stata al centro di un evento capace di offrire una chiave originale per interpretare il presente. Proprio qui, dove la frontiera ha segnato la storia e la vita delle persone, è diventata anche un confine del pensiero da attraversare insieme: dal palco alla platea, un’occasione per mettere in discussione le distanze e riconoscere ciò che unisce mondi diversi».
Il bilancio della prima edizione e l’annuncio della nuova data delineano così il percorso di Frontiere verso il 2027. Dopo il debutto tra Teatro Verdi e spazi cittadini, il festival si prepara a tornare a Gorizia dal 1° al 3 ottobre del prossimo anno, proseguendo un progetto che punta a dare continuità all’esperienza della Capitale europea della cultura e a utilizzare la città come luogo di confronto sui temi del presente.


