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giovedì, 1 Dicembre 2022

Porti, Nicoli (FI): escavo a Monfalcone problema politico nei rapporti Stato-Regione

20.11.2020 – 11.50 –“È chiaro come questo ormai non sia un problema di procedure, ma di carattere politico nei rapporti tra Stato e Regionee che riguarda la pianificazione delle infrastrutturein generale. Ho sempre più la convinzione che ormai lo Stato veda nella Regione soltanto un soggetto attuatore di decisioni prese a Roma e calate sul territorio”. Lo ha affermato il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, Giuseppe Nicoli, nella IV commissione regionale, nel corso dell’audizione sull’iter dell’escavo del canale di accesso al porto di Monfalcone. “Su questa situazione – ha osservato – i problemi non sono cambiati dal 2008 a oggi, sembra che non riusciamo a uscirne. Ma di esempi di decisioni calate da Roma sulle nostre infrastrutture ne abbiamo molti altri: si veda quelle sulla velocizzazione della ferrovia Trieste-Venezia, sullo stesso porto di Monfalcone e molte altre”.

“Ritengo importante – ha aggiunto Nicoli – riappropriarci del ruolo della Regione per quanto riguarda la pianificazione delle infrastrutture. Non è indifferente che le opere le faccia lo Stato o la Regione e quanto si è visto sul porto di Monfalcone lo dimostra. Il territorio e le amministrazioni locali si sono impegnate a fondo per ottenere un risultato. Anche sulla variante localizzata sul porto di Monfalcone, su cui ho lavorato dal 2016 al 2018, sono state fatte considerazioni di carattere pianificatorio sulle quali non si comprende cos’abbia da obiettare il ministero. Quest’ultimo ha una valutazione diversa sul futuro dello scalo portuale di Monfalcone. Se riusciremo a renderlo efficace, con l’escavo del canale di accesso, potrà vivere nel futuro con le attività a esso collegate (come la vasta zona industriale che dev’essere ancora infrastrutturata), se ciò non avverrà cadrà una serie di opportunità logistico-portuali e industriali”.

“L’auspicio – ha concluso il forzista – è che la Regione riesca a prendere in mano il pallino della pianificazione e programmazione delle infrastrutture del Friuli Venezia Giulia, che non possono essere demandate in toto allo Stato: dobbiamo almeno essere compartecipi delle scelte, in gioco c’è molto della nostra autonomia regionale”.

c.s

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