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giovedì, 8 Dicembre 2022

Porto, Nicoli (FI): sbagliato importare modello-Trieste a Monfalcone

22.01.2021 – 19.00 – “Presenterò un’interrogazione urgente sull’acquisizione delle aree del porto di Monfalcone, per capire come la Regione si ponga sulle evidenti intenzioni dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico orientale di trasformarlo in una piattaforma logistica, importando il “modello Trieste“, che qui non è adatto”. Lo scrive, in una nota, il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Giuseppe Nicoli: “Riteniamo inopportuna – si legge nel comunicato – la scelta di cedere le aree senza una prospettiva di sviluppo industriale, cui si aggiunge la potenziale svendita, visti gli importi in ballo, delle nostre infrastrutture”. Il capogruppo forzista fa riferimento alle strategie sulla portualità monfalconese emerse dall’incontro tra authority e amministrazione comunale. “Non si può lasciare che queste operazioni vadano avanti senza che nessuno intervenga – continua Nicoli -. Si parla del futuro del Fvg e si prefigura, ancora una volta, la cessione delle competenze sulle scelte di sviluppo del territorio a un’emanazione dello Stato, mentre dovrebbe essere la Regione a imporsi”.

“Non siamo certo contrari allo sviluppo ferroviario nel porto – puntualizza il capogruppo -. Se venisse creata per esempio una stazione nel porto o l’elettrificazione della linea, così come della banchina, o venissero sistemati i piazzali, saremmo i primi a gioirne. Ma le operazioni all’orizzonte ci preoccupano, innanzitutto, dal punto di vista politico. Come ha fatto con l’acquisizione da Azienda speciale, ora l’Autorità di sistema vuole comprare dal Consorzio economico della Venezia Giulia i sedimi, compresi palazzine e capannone di un operatore, per diventare l’unico proprietario del porto. Tra l’altro, a soli 4 milioni di euro. Tutto come da previsioni”.

“L’Autorità di sistema – prevede Nicoli – intende importare il modello Trieste adottato sulla Piattaforma logistica triestina, che però a Monfalcone poco si addice, in quanto possiede un retroporto dalla vocazione industriale-artigianale e di trasformazione delle materie prime in arrivo, e non aspira a diventare un enorme piazzale per lo smistamento di merci destinate altrove. Ne risentirebbe anche il manifatturiero friulano. Non vogliamo che, a lungo termine, l’Autorità di sistema faccia del Fvg una grande piattaforma logistica. Solo favorendo l’insediamento di attività produttive, anche manifatturiere o orientate al commercio, si può creare vera occupazione e sviluppo“. Riguardo alle notizie sull’incontro Autorità-Comune, inoltre, Nicoli osserva come “non sembra siano emerse novità su questioni importanti come l’escavo del canale di accesso al porto e la presenza del Comune all’interno del comitato di gestione. L’Autorità di sistema nicchia e i risultati non si vedono, ma intanto incassa i proventi concessori dello scalo monfalconese”.
(c.s.) d.g.

 

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