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giovedì, 8 Dicembre 2022

Furti Mediaworld, arrestata la banda che colpiva lo store di Villesse

21.02.2021 – 12.28 – Due persone domiciliate in provincia di Venezia e di Ravenna sono destinatarie di misure cautelari emesse dal gip del Tribunale di Udine. Il provvedimento è arrivato a conclusione dell’indagine condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile dei Carabinieri di Gradisca d’Isonzo “Mac 2021” contro i furti seriali di materiali hi-tech ai danni della catena Mediaworld. Le misure sono state emesse a carico di un quarantenne domiciliato a Cervia (Ravenna) e ad un ventunenne residente a Campolongo Maggiore (Venezia). Un terzo, di vent’anni, senza fissa dimora in Italia, è stato denunciato in stato di libertà per fatti analoghi. Le indagini sono iniziate lo scorso novembre, dopo l’arresto del ventenne sempre ad opera degli agenti di Gradisca d’Isonzo, per il furto di un cellulare al Mediaworld del centro commerciale Tiare Shopping a Villesse (Gorizia): i militari hanno monitorato i suoi movimenti anche dopo la scarcerazione ritenendo che non si trattasse di un episodio isolato e sospettando che il giovane non avesse agito da solo, giungendo così ad individuare gli altri due complici.

Sono state documentate diverse trasferte dei tre che, a bordo di autovetture quasi sempre a noleggio, si muovevano a Nord-Est dove rubavano materiale hi-tech (principalmente telefonia, tablet Apple e droni di considerevole costo).

Il 27 gennaio, dopo un ennesimo furto ai danni del Mediaworld di Tavagnacco (Udine), i carabinieri del Norm di Gradisca d’Isonzo hanno arrestato in flagranza di reato il ventenne mentre il quarantenne fuggiva a bordo di un’auto a noleggio lungo l’autostrada verso Venezia che, dopo un lungo inseguimento da parte della Polizia Stradale di San Donà di Piave, è stato arrestato. La merce recuperata, solo in occasione del loro arresto, ammontava a circa cinquemila euro.

Per i carabinieri, però, è evidente l’abitualità e professionalità delle loro condotte criminose. Infatti i ladri erano soliti infilare i prodotti sottratti all’interno di body indossati sotto gli abiti, e riuscivano ad eludere le barriere antitaccheggio con apposite apparecchiature, i cosiddetti jammer.

Già nel giugno 2020, il Norm aveva concluso un’attività similare, questa volta coordinata dall’autorità giudiziaria di Gorizia, conclusasi anche in quel caso con l’emissione di misure cautelari nei confronti dei cittadini coinvolti ed il recupero di un importante quantitativo di merce Apple per un valore di ventotto mila euro.

c.s

 

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