Rosolen ha anche sottolineato “l’attenzione posta nella modifica della legge a vantaggio delle fasce più deboli o più bisognose di attenzione della popolazione scolastica, inserendo nuovi limiti di finanziamento e restituendo centralità alle consulte provinciali degli studenti”.

Il dettaglio dei contenuti si è sviluppato nel corso della discussione generale, aperta dall’intervento della consigliera regionale Chiara Da Giau (Pd) che ha chiesto dettagli riguardo la Dote scuola. Tale intervento è rivolto ai nuclei familiari che comprendono studenti delle scuole secondarie di secondo grado e in possesso di specifici requisiti Isee che vanno da un minimo di 0 a un massimo di 16.500 euro per la prima fascia, fino a 22mila per la seconda e fino a 33mila per la terza.

L’esponente dem ha fatto riferimento anche al servizio dei libri di testo in comodato (da 100 a 175 euro per gli alunni delle scuole secondarie di I grado, da 125 a 200 per quelle di II grado, ma legato anche alla distanza tra scuola e residenza), auspicando uno sforzo ulteriore per rendere più omogenea la contribuzione complessiva alle famiglie in caso di cumulo tra comodato stesso e Dote scuola.

Nel corso della discussione sono stati presi in considerazione anche i contributi a sostegno delle spese di ospitalità nelle strutture accreditate, quelli per gli alunni delle scuole paritarie e per la didattica in ospedale e domiciliare. Particolare spazio è stato concesso alle azioni a beneficio di ragazzi caratterizzati da Bisogni educativi speciali (Bes) e Disturbi specifici di apprendimento (Dsa), ma anche a quelle legate al contrasto e alla prevenzione dell’analfabetismo emotivo e funzionale.

Honsell, interessato alle modalità di individuazione dei limiti Isee, ha chiesto indicazioni riguardo le pratiche educative nelle scuole private ed estere. Il pentastellato Mauro Capozzella, invece, si è detto “emozionato dopo aver visto tradurre in atti e fatti concreti le norme contro l’analfabetismo funzionale ed emotivo”. Inoltre, ha auspicato particolare attenzione nei confronti della comunicazione tra famiglie, docenti e istituti. In tal senso, gli è giunta l’assicurazione che l’intenzione è proprio quella di rendere sempre più fluido tale rapporto, anche con i cittadini stranieri, sia a livello linguistico che informatico. Cristiano Shaurli (Pd), infine, si è detto sorpreso “per l’assenza di un’analisi legata alle risposte da dare nell’ambito di una situazione emergenziale che, invece, mi sarei aspettato di trovare anche nel piano triennale”.
(c.s.) d.g.