28 luglio 2026 – 09:50 – Un cittadino bengalese residente a Monfalcone è stato rimpatriato nel suo Paese d’origine dalla Polizia di Stato di Gorizia, in seguito alla condanna definitiva per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate commesse anche nei confronti della moglie incinta.
La Polizia di Stato ha eseguito il rimpatrio di un cittadino bengalese, residente a Monfalcone con la moglie e i figli minori, condannato dal Tribunale di Gorizia con sentenza del 26 settembre 2024, successivamente confermata dalla Corte d’Appello di Trieste, alla pena di tre anni e sei mesi di reclusione per i reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate. L’uomo è stato riconosciuto responsabile di reiterate condotte violente nei confronti della moglie, consistite in percosse, spinte, schiaffi e pugni al volto, perpetrate anche durante il periodo di gravidanza della donna.
Sin dalle prime fasi dell’intervento, il personale dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Gorizia ha provveduto a mettere in contatto la vittima con un Centro Antiviolenza, al fine di garantire un immediato supporto e un percorso di tutela per la stessa e per i figli minori. Alla luce della condanna riportata e della gravità delle condotte accertate dall’Autorità giudiziaria, il Questore ha disposto la revoca del permesso di soggiorno per lavoro subordinato, rigettando contestualmente l’istanza di rilascio del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo.
Successivamente il Prefetto di Gorizia ha emesso un decreto di espulsione del cittadino straniero dal territorio nazionale ed il Questore di Gorizia ne ha disposto il trattenimento presso un Centro di Permanenza per il Rimpatrio, per il tempo strettamente necessario all’esecuzione dell’accompagnamento alla frontiera. Il Giudice di Pace di Gorizia, ritenendo sussistenti i presupposti di legge, ha convalidato il provvedimento di trattenimento.
Nella giornata del 23 luglio 2026, personale dell’Ufficio Immigrazione ha infine eseguito il rimpatrio del cittadino bengalese nel Paese di origine, dando così esecuzione al provvedimento di espulsione e ponendo termine alla sua permanenza sul territorio nazionale.
articolo di Carlo Mattei


