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venerdì, 19 Agosto 2022

Taranto, anche Fincantieri coinvolta nella riconversione dell’Ilva

14.04.2021 – 11.14 – La “nostrana” Fincantieri giocherà un ipotetico ruolo nella riqualificazione dell’Ilva di Taranto, in virtù di un’esperienza pluridecennale nel campo industriale. A questo proposito Fincantieri, ArcelorMittal Italia (AMI) e Paul Wurth Italia (PWI) hanno firmato un Memorandum d’intesa (MoU) per l’eventuale realizzazione di un progetto finalizzato alla riconversione del ciclo integrale esistente dell’acciaieria di Taranto di AMI secondo tecnologie ecologicamente compatibili.
In quest’ambito Fincantieri verificherà la fattibilità dei progetti, con riferimento in particolare a investimenti, tempistica, costi di gestione, in un’ottica di integrazione delle differenti attività di project management.

L’accordo prevede inoltre l’individuazione di progetti innovativi per il contenimento delle emissioni, nonché attività per lo studio e lo sviluppo di nuovi modelli di business congiunti, come la realizzazione di acciai ad alta resistenza per la produzione di navi e grandi infrastrutture, oltre alla fornitura di acciaio.

Giuseppe Bono, Amministratore delegato di Fincantieri, ha dichiarato che “Le collaborazioni tra preminenti attori nazionali vanno oltre la crescita delle singole aziende, innescando benefici per l’intero tessuto economico del Paese. Questa convergenza con ArcelorMittal e con una società dalla solida tradizione come Paul Wurth, potrà valorizzare fortemente la filiera siderurgica. Questa rappresenta una risorsa fondamentale per la manifattura italiana, che ambisce a rimanere la seconda in Europa, e il nostro impegno è rivolto ad aumentare la competitività del prodotto acciaio, soprattutto sotto il profilo della sostenibilità ambientale, aspetto che acquista sempre maggiore rilevanza per tutti gli stakeholder coinvolti nei processi industriali”.

Bono ha concluso: “Siamo anche lieti che per la prima volta per l’acciaieria di Taranto siano coinvolti, oltre ad AMI, importanti realtà industriali del Paese, che potranno quindi dare un contributo alla soluzione degli annosi problemi che hanno pregiudicato il mantenimento e lo sviluppo di questo sito che, ricordiamolo, è il primo d’Europa“.

[i.v.]

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