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giovedì, 11 Agosto 2022

Vaccino Covid in vacanza, anche il FVG favorevole. Ma è solo per il turismo “lungo”

25.05.2021 – 09.30 – Si continua a discutere della possibilità o meno di vaccinarsi in vacanza, ricevendo così la seconda dose programmata tra luglio e agosto 2021. Il meccanismo finora formulato prevede l’iscrizione temporanea di chi intende ricevere il richiamo all’anagrafe sanitaria del luogo scelto per trascorrere le vacanze estive. In pratica, un cambio di domiciliazione provvisorio che, secondo fonti vicine all’esecutivo, dovrebbe avere durata non inferiore alle tre settimane. Allo stadio attuale Liguria e Piemonte hanno già firmato un memorandum d’intesa per la vaccinazione nelle due regioni nel periodo delle vacanze, basato sull’interscambio di informazioni da parte delle rispettive anagrafi vaccinali.
Il Friuli Venezia Giulia, in quest’ambito, è teoricamente a favore dell’idea; lo stesso Presidente Massimiliano Fedriga aveva accennato alla possibilità di anticipare o posticipare la seconda dose sebbene avesse avvertito delle difficoltà complessive, specie a livello logistico. Preoccupazioni riecheggiate dal Commissario straordinario all’emergenza coronavirus Francesco Figliuolo che ha osservato come ciò imporrebbe di riequilibrare la quantità di dosi a seconda dell’arrivo dei turisti, un’impresa che rischierebbe di privare di vaccini le fasce deboli e/o a rischio.

Gli operatori turistici, secondo un reportage del Tgr Fvgsono sostanzialmente tutti a favore, anche se non mancano le perplessità, specie tra gli albergatori.
“Non c’è dubbio – dichiara il presidente di Federalberghi Lignano Guerin – che si tratterebbe di una opportunità non da poco; basti pensare che ci sono diversi clienti che chiamano per spostare il periodo già prenotato, perchè devono fare la seconda dose”.
“I vacanzieri che si fermano tanto tempo – soggiunge la presidente regionale di Federalbeghi Schneider – sono quelli delle seconde case ma possono aiutare i ristoranti degli alberghi o i servizi delle località turistiche”.

La proposta del richiamo in vacanza rientra in uno dei meccanismi caratteristici della pandemia Covid, nella misura in cui privilegia determinate fasce della popolazione abbiente, concentrata negli over 50 in su. La maggior parte dei giovani non ha ancora avuto modo di ricevere la prima dose di vaccino; e al contempo il modello della vacanza per lunghi periodi è ormai sorpassato, perché raramente il turista ha sufficienti ferie o budget per soggiornare tanto a lungo.
Così com’è stata formulata, allo stadio attuale, la seconda dose in vacanza pertanto interesserebbe solo una fascia d’élite della popolazione; forse il discorso cambierebbe allargando questa possibilità al turismo estero, come già progetta il vicino Veneto.

[i.v.]

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