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martedì, 16 Agosto 2022

Polo termale Grado, da Commissione ammonimento: basta diatribe e fraintendimenti

27.05.2021 – 09.20 – Il polo termale di Grado costituisce un patrimonio per l’intera comunità del Friuli Venezia Giulia e, pertanto, le attività per la sua realizzazione e il suo completamento non possono più essere condizionate da diatribe e fraintendimenti. Su questo punto si sono trovate d’accordo le parti coinvolte nei lavori della II Commissione consiliare presieduta dal leghista Alberto Budai.

“Attraverso incontri e proposte – ha reso noto l’assessore Fvg al TurismoSergio Emidio Bini, nel corso dell’audizione in videoconferenza dedicata allo stato di avanzamento dei lavori per la realizzazione del polo termale di Grado – si è cercato di sbloccare la situazione: l’opera ha un valore economico e strategico immenso, perciò bisogna perseguire tutte le strade possibili, affinché la storia non diventi eterna. Ecco perché è stato deciso di spacchettare i lavori e di intervenire con un secondo lotto da 5 milioni da realizzarsi entro dicembre 2022 con i collaudi previsti entro giugno 2023. Poi, avanzerebbero circa 15 milioni per il lotto conclusivo”.

L’audizione era stata richiesta dal Partito democratico con il capogruppo Diego Moretti in qualità di primo firmatario, ma su iniziativa partita dal collega dem Sergio Bolzonello che, in sede introduttiva, ha ricordato come la sua istanza fosse originariamente “datata 28 ottobre 2020. L’obiettivo era quello di fare il punto della situazione in prospettiva dell’estate successiva, alla luce dei dissidi che emergevano attraverso svariate e ripetute voci che palesavano problemi di ogni genere. Serve un confronto diretto per definire la situazione reale, perché le terme di Grado sono legate a una storia ormai pluriennale e in molti, compreso il sottoscritto, si sono esposti per portare quasi 30 milioni di euro in risorse pubbliche”.

L’assessore Bini, dal canto suo, ha esordito indicando i passaggi fondamentali “di una vicenda realmente antica che prende il via nel 2007 con un finanziamento da 14 milioni di euro della Regione Fvg al Comune di Grado. Nel 2014 viene approvata una norma che conferma la finalità del contributo e individua nell’Agenzia Turismo Fvg (l’odierna PromoTurismoFvg) quale soggetto beneficiario per complessivi 29 milioni e mezzo di euro. Nel 2015 viene sviluppato un primo accordo tra Regione, Comune e PromoTurismoFvg per definire i rispettivi adempimenti e obblighi”.

Da allora i passaggi diventano ancora più articolati, passando attraverso il progetto per la realizzazione di un parcheggio e nuovi accordi con diverse modalità operative, mentre nel 2020 partono i primi lavori di demolizione previsti dal progetto. “Esistono due elementi di criticità che vanno assolutamente risolti – ha spiegato Bini – e sono convinto che, tra persone di buona volontà, ciò avverrà. Il primo riguarda il parcheggio asservito al nuovo polo termale, il secondo tocca invece i diritti di superficie che scadono 31 dicembre 2025”.

Il sindaco di GradoDario Raugna, durante il suo intervento on line ha sottolineato che “non posso riconoscermi in tutto e per tutto in questa ricostruzione. Il 15 febbraio 2021 ho incontrato il presidente della Regione, Massimiliano Fedriga, e abbiamo convenuto che la questione del parcheggio fosse ormai superata. Il mio Comune ha ottemperato a tutti gli obblighi in quanto al recepimento degli standard urbanistici e non ha mai avuto un atteggiamento ostativo nei confronti di PromoTurismoFvg, compresa l’approvazione di una variante per consentirle di partire con l’opera”.

“Il Comune di Grado – ha concluso Raugna – continuerà a onorare l’impegno sul parcheggio con l’accensione di un mutuo e, anche se riteniamo che la futura società di gestione dovrebbe essere la Grado impianti turistici (Git), se la Regione volesse trovare un soggetto terzo non terremo comunque una posizione per ostacolarla”.

Quanto ai consiglieri, Moretti ha ipotizzato come “dietro questa lunga querelle si nasconda probabilmente una questione politica. Altrimenti, viste le due interpretazioni diverse, la soluzione dello spacchettamento avrebbe già potuto essere presa 8-10 mesi fa, permettendo di avviare i lavori per un’opera che è patrimonio non solo delle due Amministrazioni coinvolte, ma di tutta la comunità regionale. Noto un minimo passo avanti per superare l’impasse giuridica, ma intanto abbiamo perso un anno”.

Il pentastellato Cristian Sergo (M5S) ha invece chiesto chiarimenti riguardo il programma legato al secondo lotto da 15 milioni di euro, ottenendo in risposta che saranno necessari 4 anni dal momento del raggiungimento dell’accordo.

Bolzonello, infine, ha commentato che “la questione parcheggio non ha nulla a che vedere con il blocco dell’operazione e avrebbe potuto essere risolta già da molti mesi. Le prospettive legate al 2023 offrono comunque una buona risposta iniziale, ma preoccupa piuttosto il terzo lotto. La Git dovrà comunque essere il soggetto intorno al quale disegnare le strategie future e non possiamo mettere in discussione il suo status di patrimonio della
Regione”.
C.S.

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