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venerdì, 19 Agosto 2022

Slovenia, le sanzioni alla Russia danneggiano le banche

01.03.2022 – 09.20 – Iniziano a verificarsi le prime conseguenze impreviste delle sanzioni alla Russia, connesse alla ramificazione degli strumenti finanziari nel mondo globalizzato, con specifico riferimento ai paesi dell’Europa centro-orientale. Nel caso infatti della Slovenia si registrano diversi problemi con la “Sberbank“, una banca russa con filiale slovena. Il Ministro del Lavoro sloveno ha segnalato che oltre 100 transazioni connesse agli assegni familiari del governo sono stati rifiutatie, nel contempo, si stanno verificando problemi anche con altri accrediti. Il messaggio è sempre lo stesso ed è un rifiuto a procedere. Anche diverse transazioni per altri benefits del governo, dalla famiglia, alle disabilità, alle eque opportunità, stanno venendo tutte rifiutate. Il governo si sta muovendo per compilare una lista di tutti i clienti sloveni di Sberbank, onde creare nuovi account bancari per le transazioni, almeno nell’ambito dei servizi sociali. Il giornale di business Finance ha segnalato che sono state erogate le pensioni regolarmente a 4273 pensionati che avevano un conto con la Sberbank; eppure, almeno per quanto concerne la pubblica amministrazione, il governo ha consigliato di aprire un nuovo conto bancario con un diverso operatore. Allo stadio attuale è ancora possibile fare affari con Sberbank, ma i prelievi di contante sono limitati a 400 euro al giorno e le operazioni principali limitate alle carte di credito. La richiesta del governo di aprire un conto bancario con un operatore occidentale è in tal senso un involontario segnale che potrebbero verificarsi ulteriori problemi, specie se verranno varati nuovi pacchetti di sanzioni e il rublo continuerà a perdere valore.
La filiale slovena della Sberbank ha annunciato che “alla luce dei recenti eventi geopolitici”, si è registrato un significativo flusso di fondi prelevati in un breve periodo di tempo; gentile eufemismo per le file dei cittadini russi che hanno affollato gli sportelli bancari nei giorni scorsi. Si tratta, secondo Sberbank, di una fase temporanea, senza ulteriori conseguenze dalle sanzioni finora varate.
La Sberbank è una banca attiva in Slovenia da ormai dieci anni e si colloca tra le nove banche più grandi del paese; l’operatore viene considerato il successore di Volksbank, che era presente in Slovenia dal 1993. Originariamente di proprietà austriaca, la banca era stata acquisita dalla Russia nel 2012 e, prima che scoppiasse la guerra interra ucraina, sembrava che dovesse passare nuovamente di mano, stavolta quale acquisizione serba.
[z.s]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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