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domenica, 14 Agosto 2022

Premio Lipizer, le tre violiniste russe rinunciano: “Ormai è tardi”

30.06.2022 – 07.30 – Nell’ultimo mese sono state molte le polemiche scatenate contro l’Associazione Lipizer a causa dell’esclusione di tre violiniste dalla celebre competizione annuale.
Il 20 maggio scorso le nuove disposizioni europee, conseguenti alla guerra russo-ucraina, portarono il Presidente dell’associazione Lorenzo Qualli, seguendo l’esempio di altri Concorsi Internazionali, a escludere gli artisti con origini o passaporto russo.
L’esclusione dalla kermesse di Karolina Averina, Lidiia Kocharian e Anastasia Pentina provocò la reazione delle musiciste che non esitarono a manifestare la propria indignazione dichiarando: “un passaporto russo non giustifica le discriminazioni, i musicisti non hanno a che vedere con la guerra”.
Non si fece attendere la presa di posizione del rieletto sindaco Rodolfo Ziberna, il quale, manifestando la propria vicinanza alle artiste, definì incomprensibile la scelta dell’Associazione.
Anche la senatrice Tatjana Rojc e il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, Alberto Bergamin, fecero eco alle parole del primo cittadino.
Le motivazioni della scelta, espresse dal presidente Lorenzo Qualli, non vennero accettate dal Sindaco che, assieme al prefetto Raffaele Ricciardi, decise di convocare pochi giorni dopo il Consiglio Direttivo dell’associazione Rodolfo Lipizer per chiarire e, soprattutto, trovare una soluzione tanto per rispettare il valore di ogni artista coinvolto, quanto per evitare che questa “brutta figura” comprometta la visibilità della città eletta capitale della cultura.
Tuttavia, nonostante le intenzioni del Sindaco, nessuno dei membri del direttivo partecipò all’iniziativa, rimanendo decisi a percorrere la via intrapresa inizialmente.
Le polemiche prodotte da questa scelta sono comunque quantitativamente minori rispetto a quelle generate dalla nuovo proposta avanzata dall’Associazione solo pochi giorni fa.
Questa proposta esprimeva la volontà dell’Associazione di riammettere le tre musiciste a patto che manifestassero la propria avversione verso la politica estera del regime di Putin.
La risposta di Lidiia Kocharian non si è fatta attendere, l’artista nata a San Pietroburgo ha infatti definito la proposta “un vero e proprio ricatto“.
Solo nella giornata di ieri, dopo un’ulteriore riunione del consiglio direttivo, è arrivata la concessione per la libera partecipazione delle artiste, le quali non saranno più chiamate a esprimere la propria posizione politica.
Questo passo indietro potrebbe tuttavia non bastare per garantire la loro partecipazione, anche il consigliere regionale della Lega, Diego Bernardis, si è espresso in tal senso affermando: “senza un’ammissione di colpa della dirigenza del concorso Lipizer, il ripensamento sulla riammissione delle tre violiniste russe rischia di essere tardivo e non sufficiente“.

[Aggiornamento 30.06.2022 – 08.40] Le tre violiniste russe riammesse alla gara hanno replicato alla lettera di riammissione affermando che non parteciperanno comunque alla gara: tanto per ragioni economiche, quanto politiche: È tardi – ha dichiarato Lidia Kocharyan, come riportato ai microfoni de Il Goriziano – avrebbero dovuto accettarci fin dall’inizio. E non ci hanno ancora chiesto scusa. Ci hanno inviato solo un’email, dicendoci che siamo state riammesse. E che dovremmo pagare 150 euro per la tassa di registrazione, avendocela tornata”. Una vicenda ingarbugliata, verso cui Kocharyan non lesina critiche: “Non è molto onesto tutto ciò, spero che almeno altri musicisti russi possano partecipare”. Insomma, “ci hanno inviato la proposta, così nessuno può accusarli e dire qualcosa dopo quest’ultima lettera. E lo hanno fatto anche perché gli erano stati tagliati i sussidi”.

[a.f. e z.s.]

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