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martedì, 6 Dicembre 2022

Villa Russiz, la storia di un’azienda attenta ai meno fortunati

09.07.2022 – 07.01 – La storia dell’incantevole Villa Russiz deve le proprie origini al matrimonio tra Elvine Ritter de Zàhony, contessa di origini protestanti, e il conte goriziano Theodor Karl Leopold Anton de la Tour Voivrè, esponente di una nobile famiglia francese di religione cattolica.
La nobildonna, nata a Gorizia nel 1841 dall’unione tra il barone goriziano Ritter von Zàhony e la triestina Amelia Rittmeyer, si sposò nel 1868 con il conte goriziano nonostante le innumerevoli polemiche, provenienti specialmente dalla famiglia de La Tour, scaturite dalla natura religiosa diametralmente opposta dei due promessi sposi.
L’approvazione verso il gioioso evento fu invece del tutto naturale per la famiglia della sposa, la quale, rappresentata dal barone Giulio Ettore Ritter von Zàhony, regalò alla propria erede il suggestivo territorio noto come Russiz.
Si tratta di una località vicina al confine italo – austriaco del tempo che permise agli sposi di insediarsi e costruire il complesso di edifici che possiamo ammirare, seppur con alcune modifiche, ancora oggi.
Nel 1869 terminarono i lavori e i due consorti si trasferirono a Russiz dando vita a una fiorente attività agricola incentrata sulla viticoltura.
All’aspetto economico derivante dalla produzione vinicola si affiancò parallelamente la creazione di un Istituto per l’assistenza dei bambini più bisognosi, attività fortemente voluta dalla contessa de La Tour.
Questa iniziativa, nata probabilmente dalla sterilità della nobildonna, riuscì a consolidarsi grazie alla collaborazione del marito, il quale, essendo l’allora sindaco di Capriva, le permise di dedicarsi ulteriormente ai meno fortunati con la costruzione di una scuola finalizzata anche all’istruzione femminile.
Le attività della contessa, intensificate nel 1894 dopo la morte del marito, perpetuarono per oltre 50 anni con la fondazione di altri Istituti in Austria e Germania.
Lo scoppio del primo conflitto mondiale costrinse tuttavia l’esponente dei Ritter a rifugiarsi nell’amata Treffen, località in cui si spense nell’ottobre del 1916.
Alla morte dei fondatori, non essendoci eredi, subentrò Adele Cerruti, da sempre cara amica della famiglia Ritter; alla contessa, nota ai più come Suor Adele, venne quindi affidata Villa Russiz che, durante il primo conflitto mondiale, venne trasformata in un lazzaretto e ospedale militare.
La personalità di Adele Cerruti, caratterizzata da una spiccata bontà e attenzione per i più indifesi, era perfetta per dare continuità al progetto nato con il suo predecessore.
Mosse così i primi passi la contessa che pochi anni più tardi, nel 1919, fondò l’Istituto per accogliere le orfane di Guerra della Venezia Giulia.
Non mancarono tuttavia importanti difficoltà sotto l’aspetto politico, finanziario e organizzativo: per la nuova responsabile della struttura non fu infatti semplice assicurare all’Orfanotrofio il possesso della tenuta Russiz.
Inizialmente l’Istituto venne etichettato come pronto soccorso ma, col passare degli anni, l’ente si affermò sempre più sino ad ottenere, il 6 gennaio 1928, il tanto atteso riconoscimento ufficiale.
Seguendo il volere della contessa Ritter, a cui fece eco l’operato di Suor Adele, tutti i profitti della propria azienda vinicola vennero adoperati a sostegno dell’Istituto.
Dopo oltre un secolo, la storia dell’ormai celebre Villa Russiz rientra di diritto tra le maggiori realtà del territorio grazie alla sua capacità di distinguersi in ambito vitivinicolo, seguendo la tradizione di vini francesi inaugurata dal proprio fondatore, ma soprattutto in virtù dell’aspetto umano, presente tutt’oggi con il supporto offerto alla Casa Famiglia dalla “Fondazione Villa Russiz”.

Fonte: “Celebrazione del 50° anniversario della Fondazione dell’Istituto e del centenario dell’azienda agricola” a cura dell’Istituto Orfane di Guerra “A. Cerruti”, edizione del settembre del 1969.

[a.f.]

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