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lunedì, 3 Ottobre 2022

Guida alle elezioni 2022: i programmi dei candidati per l’istruzione

29.08.2022 – Le elezioni politiche del 25 settembre, che eleggeranno i Deputati e i Senatori della XIX Legislatura, si fanno sempre più vicine. Si tratta delle prime elezioni repubblicane che manderanno in Parlamento 400 eletti alla Camera dei Deputati e 200 al Senato (per effetto del referendum costituzionale del 2020 che ha portato alla riduzione del numero dei parlamentari), nonché delle prime elezioni in cui, per votare per il Senato, non sarà necessario aver compiuto i 25 anni di età. La legge elettorale con la quale ci recheremo alle urne sarà la legge 165/2017, detta Rosatellum dal nome del suo relatore, Ettore Rosato. Per non arrivare impreparati alla data del voto e scegliere consapevolmente come far valere il proprio diritto di esercizio della democrazia, è utile conoscere quante più cose possibili.

Nei giorni scorsi, dopo aver visto quali saranno le liste presenti sulla scheda elettorale del 25 settembre, abbiamo visto anche i candidati per la circoscrizione FVG sia alla Camera dei Deputati che al Senato. Abbiamo quindi deciso di proporre un confronto tra i programmi dei diversi schieramenti, secondo ambiti tematici. Dopo esserci occupati di come gli aspiranti governanti intendono occuparsi del lavoro, vedremo oggi come nei programmi è sviluppata la tematica della scuola e dell’istruzione.

Nel programma unitario del centrodestra, la scuola ideale viene concepita come meritocratica e professionalizzante: in tal senso, la coalizione composta da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati ritiene che debbano essere riconosciuti sostegni agli studenti meritevoli e capaci e che gli istituti professionali debbano essere valorizzati. Il centrodestra vuole inoltre incentivare le università ad attivare sempre più corsi STEM, mentre per quanto riguarda il personale l’obiettivo dichiarato è quello di abbattere il precariato. Dal punto di vista strutturale, il centrodestra propone l’ammodernamento e la messa in sicurezza delle scuole attualmente esistenti e la costruzione di nuovi edifici.

Per quanto riguarda il centrosinistra, il Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista parla della necessità di aumentare la retribuzione per il personale scolastico (tema presente anche nel programma presentato da un altro componente della coalizione, l’Alleanza Verdi-Sinistra). Proposta comune a tutta la coalizione – comprese dunque Impegno Civico e Più Europa – è anche l’aumento dei fondi destinati alla scuola e all’università, con maggiori sostegni sia per gli studenti delle scuole dell’obbligo (aspetto presente nel programma del PD) che per gli studenti universitari, con AVS che si pone addirittura l’ambizioso obiettivo di rendere gratuita l’istruzione fino all’università. Dall’AVS arriva inoltre la proposta di ridurre a un massimo di 15 il numero di studenti presenti per ogni classe (con conseguente aumento del personale docente) e di abolire l’alternanza scuola-lavoro, mentre PiùEu immagina invece una scuola più integrata con il mondo del lavoro, attraverso una diversa concezione dei corsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP), che da statali diverrebbero regionali per rispondere meglio alle esigenze del territorio.

Alcune proposte simili a quelle del centrosinistra si trovano anche nel programma del MoVimento 5 Stelle: l’adeguamento dei compensi dei docenti, l’aumento dei fondi per l’istruzione, l’abolizione del numero chiuso per le università e l’inserimento di figure professionali di supporto nelle scuole (tema questo presente soprattutto nel programma dem) che, per i pentastellati, sono soprattutto pedagogisti e psicologi. Altra proposta del M5S che è di fatto comune ad altre forze è quella di rendere gratuito il riscatto degli anni del corso di laurea a fini contributivi. L’introduzione di figure come medico e psicologo scolastico si ritrova pure nel programma di Unione Popolare, dove sono presenti peraltro proposte come un limite massimo di 20 studenti per ogni classe, l’aumento del personale scolastico anche attraverso la stabilizzazione del personale precario, la fornitura gratuita del materiale scolastico agli studenti di scuole secondarie di primo e secondo grado e l’abolizione della legge 107/2015 (Buona Scuola). Per quanto riguarda l’edilizia scolastica, UP vuole mettere in sicurezza tutti gli edifici scolastici.

La coalizione formata da Azione e Italia Viva propone invece l’obbligatorietà della scuola fino ai 18 anni, in cui siano dati maggiori sostegni agli studenti con Bisogni educativi speciali (BES) e in cui sia potenziato l’insegnamento dell’educazione civica. Per il terzo polo, poi, la formazione professionale dovrebbe essere basata sul modello dell’Istruzione Tecnica Superiore, mentre l’università dovrebbe essere organizzata con atenei trasformati in fondazioni di diritto privato a capitale pubblico. La riqualificazione degli edifici scolastici è un punto presente anche nel programma di Az-IV, così come il maggior supporto agli studenti universitari fuori sede.

Tra le forze antisistema, ItalExit propone innanzitutto il rinnovo dei contratti del personale scolastico e un diverso sistema di formazione dei docenti. Nella scuola ideale di IE dovrebbero esserci classi con al massimo 20 studenti e un pedagogista per ogni scuola, ma anche meno tecnologia e meno burocrazia. La stabilizzazione del personale precario è un altro obiettivo di IE, che poi intende anche aumentare i fondi per l’università e l’aumento dei posti nei corsi di dottorato (che, nella proposta, porterebbe anche a un aumento delle borse a copertura, che dovrebbero essere sufficienti per tutti coloro che vincono il concorso). Da abolire, per IE, tutte le riforme scolastiche degli ultimi decenni, compresa la Buona Scuola e l’alternanza scuola-lavoro.

La cancellazione della Buona Scuola è presente poi nel programma di Italia Sovrana e Popolare, che intende anche aumentare le tutele per i docenti e i finanziamenti al mondo della scuola, cancellando inoltre il numero chiuso all’università. Alternativa per l’Italia rilancia il tema della libertà educativa per scuole e università, mentre Vita vuole eliminare dalla scuola le nuove tecnologie. Nessun riferimento alla scuola e all’istruzione per quanto riguarda il programma di Noi di Centro.

Questo è quanto le liste che saranno presenti sulla scheda elettorale domenica 25 settembre propongono in tema di scuola. Nei prossimi giorni, analizzeremo ulteriormente i programmi elettorali, per vedere quali sono le intenzioni di chi si candida a governare il paese in altri importantissimi ambiti.
[E.R.]

 

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