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lunedì, 3 Ottobre 2022

Gli itinerari della Grande Guerra: il Parco della Pace sul Monte Sabotino

19.09.2022 – 07.45 – A pochi chilometri a nord del capoluogo dell’Isontino, si erge poco più di una collina massiccia e imponente che sorveglia dall’alto le due ‘città gemelle’ di Gorizia e Nova Gorica. Ma il Monte Sabotino rappresenta qualcosa di più: si tratta di una viva testimonianza delle atrocità della Grande Guerra, combattuta su questo altopiano con onore e fino allo stremo. Ed è proprio per questo che viene inserito tra le tappe del ‘Sentiero della Pace’, un lungo cammino transfrontaliero tra Italia e Slovenia che dal Mare Adriatico raggiunge le Alpi Giulie attraversando i luoghi simbolo della Prima Guerra Mondiale. Un’escursione che conduce soprattutto all’esplorazione della seconda linea difensiva austro-ungarica conquistata dalla Seconda Armata italiana il 6 agosto 1916 durante la Sesta Battaglia dell’Isonzo. Un percorso che, di fatto, esperti e appassionati non possono di certo che intraprendere.

Il tracciato consigliato – 4,5 chilometri in circa 3 ore – si snoda tra le arcaiche stradine, mulattiere e trincee fino a raggiungere i ruderi dell’eremo medievale di San Valentino, per secoli importante meta di pellegrinaggio fino al 1796, per essere successivamente danneggiato durante il periodo bellico. Il punto di partenza non si trova in territorio italiano ma a circa 2 chilometri ad est del paesino di Gonjače e il suo ingresso risulta facilmente distinguibile grazie alla presenza di una piramide di pietra, segno di riconoscimento dell’intero Parco della Pace.

Da qui si procede per circa 7 chilometri lungo un sentiero che si distende tra la vegetazione carsica – una combinazione tra la flora prealpina, quella illirico-balcanica e quella sub-mediterranea che dà vita a quasi 700 specie floristiche differenti come, ad esempio, le vistose fioriture del genere Iris, delle Orchidacee e delle Campanulacee, oltre che alcune specie al limite del proprio areale di diffusione come l’Issopo e la Spirea Camedrifoglia – e in cui sono visibili due delle tre piramidi sistemate nel punto in cui sono scaturiti gli attacchi italiani alla cima durante la battaglia.

La rotabile, quindi, si chiude in un ampio parcheggio da cui si raggiunge, in meno di 5 minuti, il Rifugio del Monte Sabotino. La struttura, in tempi moderni adibita ad infopoint, punto di ristoro e a piccolo museo, è stata alloggio del custode fino al 1945 e in seguito riconvertito in caserma delle guardie di confine di quella che ai tempi era ancora Jugoslavia. Da questo punto si articolano due stradine divergenti: quella a sinistra conduce, attraverso una trincea, alla Caverna delle otto cannoniere, mentre quella alle spalle del Rifugio porta all’articolato sistema di gallerie su più piani, in principio costruito dai soldati austro-ungarici e successivamente messo a punto dagli italiani.

Tornando sui propri passi, si imbocca un terzo sentiero, molto semplice, che incomincia alla destra del Rifugio e che porta, in circa mezz’ora, direttamente alla cima dell’altopiano. Lungo la panoramica cresta non è soltanto possibile ammirare lo spettacolare paesaggio che spazia a 360 gradi sulla pianura, il mare e l’arco alpino sia verso il Monte Santo che sulla cittadina di Gorizia, il Monte Calvario e l’Ossario di Oslavia; ma si notano anche le diverse operazioni di trinceramento, gli osservatori degli eserciti italiano e austro-ungarico e le postazioni per i cannoni. Continuando ancora per qualche minuto, è possibile raggiungere la Caverna dell’Ottava Divisione italiana per poi scendere verso la Quota del San Valentino, sede dell’eremo eretto tra il 1500 e il 1700.

Per fare ritorno al parcheggio, infine, è necessario ripercorrere lo stesso percorso che riporta al Rifugio. Nella stagione invernale, quando la vegetazione risulta quasi inconsistente, invece, si può anche seguire un tracciato che dalla cima scende lungo il versante italiano, svoltando al primo bivio a destra e proseguendo fino al punto di ristoro.

Per chi desidera salire il Monte Sabotino a piedi ci sono diverse opportunità. Una di queste ha come punto di partenza la piccola località di Groppai, centro urbano sulle colline a nord di Gorizia. Dalla stradina che corre parallela alla Strada di Osimo, si sale seguendo l’originaria strada militare del Sabotino, proseguendo poi lungo un tracciato sterrato che si incontra al quinto tornante. In breve tempo ci si ricollega alla strada asfaltata precedentemente descritta che a sinistra porta in circa 10 minuti al Rifugio.

[a.b]

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