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giovedì, 8 Dicembre 2022

FVG, il rincaro energetico costringe alla chiusura oltre il 15% degli albergatori di montagna

30.09.2022 – 07.30 – La crescita vertiginosa dei costi energetici, capaci di sconvolgere l’intera economia italiana, colpirà specialmente il settore terziario. A farne maggiormente le spese saranno, oltre ai negozianti e ai ristoratori, gli albergatori.
Tra essi spiccano certamente quelli di montagna che, secondo il presidente regionale di Confcommercio Federalberghi Paola Schneider, saranno costretti a chiudere nella stagione invernale nel 15% dei casi.
La scelta della chiusura temporanea delle attività, opzione presa in seria considerazione da innumerevoli commercianti della Regione, è spinta dal notevole rincaro delle bollette che, negli ultimi mesi, ha evidenziato una crescita dei costi fino a cinque volti superiore rispetto agli anni precedenti.
“Una situazione insostenibile, che ha conseguenze anche sull’acquisto di beni, a partire da quelli alimentari, e servizi – sottolinea Schneider assieme a Lanci, Zanolin e alla presidente di Gorizia Chiara Canzoneri – in presenza di altri costi fissi. Ovviamente non si possono caricare nell’immediato sulla clientela i rincari sulle bollette, e quindi è evidente l’impasse in cui si trova la categoria, costretta suo malgrado a ragionare sull’interruzione del lavoro, visti in particolare i rincari di una delle risorse chiave per fornire un servizio all’altezza. Tutto questo determinerà effetti purtroppo negativi pure sull’obiettivo destagionalizzazione condiviso con Promoturismo Fvg, e sull’occupazione”.
“La situazione – continua il presidente di Confcommercio – non è diversa nelle località balneari, con albergatori penalizzati dal punto di vista energetico dall’estate estremamente calda, con costi per il condizionamento mediamente quadruplicati”.
L’evidente condizione di disagio, amplificata ulteriormente dall’iniziativa di Confcommercio “bollette in vetrina”, potrà essere risolta soltanto dalla legge sulle comunità energetiche, un’opportunità per gli alberghi che, mettendosi insieme, potrebbero così  risparmiare sui costi.
“Quelli che mancano – spiega l’associazione – sono i decreti attuativi. Ci resta la speranza che, con il nuovo Parlamento, la politica intervenga il prima possibile per contenere i danni pesantissimi sull’economia”.
Nell’attesa di celeri provvedimenti il gruppo degli albergatori Fvg aderenti a Confcommercio sta predisponendo un questionario da inviare agli associati per quantificare costi, rendendo note eventuali misure per contrastarli, avanzare proposte e suggerire eventuali manifestazioni di sistema.

[a.f.]

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