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giovedì, 8 Dicembre 2022

Cpr Gradisca, due rinvii a giudizio fanno slittare il processo sulla morte del 38enne georgiano

01.10.2022 – 07.30 – La triste e tutt’ora irrisolta morte del 38enne georgiano V.E., deceduto durante la sua permanenza presso il Cpr di Gradisca lo scorso 18 gennaio 2020 a causa di un edema cerebro polmonare, non trova ancora pace.
Si aprirà infatti soltanto il prossimo 13 gennaio, dopo la prima udienza preliminare di mercoledì scorso (28 settembre), il processo volto a far luce sulla tragica vicenda.
Sul banco degli imputati ancora una volta Simone Borile, al tempo direttore del Cpr, e Roberto Maria La Rosa, dipendente del centralino della struttura incaricato di rispondere alle chiamate d’emergenza provenienti dalle stanze degli ospiti.
Il Gup Carlo Isidoro Colombo nella giornata di mercoledì ha così rinviato a giudizio entrambi gli imputati, i quali, sin da questa udienza preliminare, si sono affidati alla difesa degli avvocati Giorgio Gargiulo e Mattia Basso per richiedere l’acquisizione agli atti delle perizie medico legali, affidate dalla Procura al professor Carlo Moreschi, e quelle legate alla diagnosi del sistema di comunicazione interna, assegnate all’ingegner Milici.
Tale richiesta, prontamente declinata dal Pubblico Ministero, non comporterà l’inserimento delle perizie all’interno del processo.
La parte lesa, composta rispettivamente dal Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale Mauro Palma (la sua presenza denota la grande importanza di questo caso) e dai familiari della vittima (i genitori ed una sorella), verrà invece assistita dall’avvocato del Foro di Reggio Calabria Pietro Romeo.
Il giovane 38enne, secondo le indagini condotte dal procuratore Paolo Ancora e la ricostruzione della Procura, morì, sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, a causa un edema cerebro polmonare. Tuttavia, secondo le prime testimonianze, l’uomo aveva ravvisato i primi sintomi già nelle prime ore della notte, segnali che ricevettero però apparentemente la giusta attenzione visto che i soccorsi arrivarono alla struttura soltanto nel corso della mattinata successiva.
I due imputati sono così accusati di omicidio colposo legato ad atti omissivi; l’ex dirigente Borile è infatti imputato di non aver vigilato adeguatamente il personale addetto al centralino della struttura e il centralinista La Rosa, in servizio durante la tragica notte, viene accusato invece per l’omissione dell’attività di presidio.
Il processo si svolgerà pertanto il 13 gennaio 2023 al cospetto del giudice monocratico Francesca De Mitri, il quale dovrà considerare il fatto che dalle prime perizie non sono emersi né guasti al citofono, né chiamate nel corso della notte risultata fatale al georgiano.

[a.f.]

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