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venerdì, 9 Dicembre 2022

Via libera a bilancio consolidato da I comm, ora l’esame del Consiglio

17.11.2022 – 18.00 – “Il processo di consolidamento del bilancio della Regione Friuli Venezia Giulia per l’esercizio finanziario 2021 ha determinato un risultato economico di esercizio consolidato pari a 651 milioni e 898mila euro, portando a pareggio il totale dell’attivo e del passivo consolidato”.

Lo ha evidenziato l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, proprio in apertura della seduta della I Commissione consiliare che, presieduta da Alessandro Basso (FdI) a Trieste nell’aula consiliare e integrata dai presidenti delle altre Commissioni, ha successivamente espresso parere favorevole a maggioranza (astenute le Opposizioni, unico voto contrario quello di Furio Honsell di Open Sinistra Fvg) alla Proposta di bilancio consolidato regionale per il 2021. Relatori per l’Aula saranno lo stesso Basso per la Maggioranza, seguito da Honsell e Roberto Cosolini (Pd) per la Minoranza.

“Il documento – ha spiegato Zilli nel corso della sua illustrazione preliminare – dovrà essere approvato dal Consiglio regionale entro la fine del mese e contiene riferimenti normativi relativi alle indicazioni del decreto legislativo 118/2011 sull’armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, nonché alle norme volte alla programmazione della contabilità propria regionale”.

Il provvedimento contiene anche “l’Elenco degli enti e degli organismi che fanno parte del Gruppo di Amministrazione pubblica (Gap), all’interno del quale viene identificato un perimetro di consolidamento. Il bilancio consolidato della Regione Fvg – ha spiegato l’assessore – rappresenta la situazione economica, finanziaria e patrimoniale di tutti i soggetti coinvolti all’interno di tale perimetro attraverso una fotografia effettuata nel 2021, consentendo di porre in atto più obiettivi (non solo quelli del legislatore nazionale, ma anche di quello regionale e dell’Amministrazione regionale stessa) per offrire una visione il più possibile uniforme dei soggetti coinvolti e adottare in maniera altrettanto uniforme i criteri per la redazione e la scrittura dei bilanci. Infine, emergono dati specifici che, in mancanza di questo lavoro coordinato, sarebbero sostituiti da uno scenario di enti e società eccessivamente frastagliato”.

“Si tratta di uno strumento molto utile e necessario – ha specificato Zilli – ai fini della valutazione delle eventuali problematiche, nonché delle potenzialità che si possono sviluppare insieme alle analisi ulteriori, tenendo conto delle peculiarità delle casistiche analizzate. Non ci consente però di entrare nella gestione delle società, perché qui fotografiamo una situazione finanziaria e non operativa”.

La discussione generale è stata aperta dal capogruppo dem Diego Moretti che ha manifestato l’auspicio che “in occasione dell’esame da parte del Consiglio regionale della prossima settimana, considerata l’annunciata assenza dell’assessore Zilli, sia presente non solo un sostituto dell’assessore alla Finanze, ma tutti i colleghi di Giunta che hanno relazioni dirette con i contenuti del consolidato”.

Honsell, dal canto suo, ha chiesto indicazioni numeriche riguardo “il personale delle consolidate per avere un quadro delle persone che vi operano”, concentrandosi anche “sulla reincarnazione di Mediocredito Fvg e sulla vicenda di Exe Spa”. Roberto Cosolini (Pd), anticipando l’intenzione di approfondire alcune questioni direttamente in Aula con l’assessore ad Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini, ha rimarcato “proprio in tema Mediocredito vecchia gestione, una contrazione molto pesante dei ricavi, circa il 20%, tra il 2020 e il 2021. Dalle cifre, inoltre, emerge anche un risultato di esercizio quasi esplosivo per l’Agenzia regionale per il Diritto allo studio (Ardis), caratterizzato da 8 milioni e 356mila euro: una crescita iperbolica, nonostante la sua finalità di erogare servizi”.

Il pentastellato Cristian Sergo, infine, si è concentrato “su alcune voci che hanno visto cambiamenti significativi. Per esempio, nel 2020 avevamo 600 milioni di euro di accantonamento rischi che diventano 130 nel 2021, mentre nel 2019 erano stati 180. Risaltano, inoltre, i 240 milioni in meno nel 2021 in quanto a proventi da tributi”.
[c.s.]

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