17.02.2026 – 08.00 – Prende ufficialmente il via una delle rassegne più attese per l’approfondimento culturale nel Nord-Est: la sesta edizione del Festival della Psicologia in Friuli Venezia Giulia. Promossa dall’Associazione Psicoattività, la manifestazione itinerante si prepara a coinvolgere il territorio dal 20 febbraio al 3 aprile 2026, con un fitto calendario di sei appuntamenti che toccheranno le città di Palmanova, Trieste, Tavagnacco, Gradisca d’Isonzo, Gorizia e Cormons. Il tema portante di quest’anno, “Psicologie di confine”, punta a esplorare il benessere della comunità attraverso una lente scientifica e divulgativa di alto profilo.
La direzione scientifica è affidata a Claudio Tonzar, docente di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione all’Università di Urbino e presidente di Psicoattività, insieme a Tiziano Agostini, professore ordinario di Psicologia Generale all’Università degli Studi di Trieste. Il fulcro della rassegna, dopo il successo dello scorso anno, risiede nell’analisi di sei autori che hanno vissuto e operato in contesti di frontiera, influenzando profondamente la ricerca psicologica contemporanea. Attraverso le teorie di Alberto Argenton, Gaetano Kanizsa, Giovanni Bruno Vicario, Paolo Bozzi, Anton Trstenjak e Edoardo Weiss, il pubblico sarà accompagnato in un viaggio tra creatività, percezione visiva e uditiva, fino ai confini tra consapevolezza e inconscio.
Il sipario si alzerà il 20 febbraio a Palmanova con una conferenza dedicata ad Alberto Argenton, intitolata “Alberto Argenton. L’arte di vedere: il dialogo tra mente e creatività”. Il percorso proseguirà il 27 febbraio a Trieste con l’incontro “I confini come problema e come soluzione: viaggio nel mondo di Gaetano Kanizsa”, serata che ospiterà anche la cerimonia del IV Premio per ricerche innovative in ambito psicologico. Il 6 marzo a Tavagnacco si discuterà di percezione con “Giovanni Bruno Vicario. Il fascino dell’illusione: come percepiamo ciò che non esiste”, mentre il 13 marzo a Gradisca d’Isonzo sarà il turno di “Paolo Bozzi. La musica della mente: percezione, ritmo e psicologia”. Gli ultimi due atti si terranno il 20 marzo a Gorizia, con un focus su “Il pensiero psicologico di Anton Trstenjak e la sua attualità: senso, responsabilità e relazione”, e il 3 aprile a Cormons con “Alla scoperta dell’inconscio oggi. La modernità del pensiero di Edoardo Weiss”.
Il festival vanta la partecipazione di relatori di prestigio nazionale e internazionale, tra cui Maurizio Lorber, Walter Gerbino, Rossana Actis Grosso, Massimo Grassi, Katarina Babnik e Andrea Clarici. Fondamentale resta il legame con il mondo accademico e i giovani, sancito dalle collaborazioni con l’Università degli Studi di Trieste e la School of Advanced Social Studies di Nova Gorica. Proprio agli studenti triestini sarà offerta la possibilità di ottenere crediti formativi, mentre il premio per le ricerche innovative valorizzerà il talento di tre ricercatori under 36.
Gli appuntamenti e i protagonisti della sesta edizione del Festival della Psicologia in FVG
Venerdì 20 febbraio, ore 18.00, Palmanova, Teatro Gustavo Modena (via Dante, 16) – “Alberto Argenton. L’arte di vedere: il dialogo tra mente e creatività”, con Maurizio Lorber, docente di Storia della critica d’arte all’Università degli Studi di Trieste e docente di Didattica interculturale dell’arte all’Università degli Studi di Udine. L’incontro approfondisce il rapporto tra percezione visiva, arte e psicologia a partire dagli studi di Alberto Argenton, figura di riferimento nella psicologia dell’arte. Molti artisti contemporanei hanno utilizzato linee ortogonali e oblique per creare sensazioni di equilibrio o di tensione visiva: elementi che influenzano il modo in cui osserviamo e interpretiamo un’opera d’arte.
Queste dinamiche percettive, che oggi trovano riscontro anche nelle neuroscienze, sono state analizzate in modo pionieristico da Argenton, che – in continuità con il pensiero di Rudolf Arnheim – ha messo in luce il ruolo delle strutture visive nella lettura delle opere di artisti come Piet Mondrian e Paul Klee. La conferenza propone un viaggio tra psicologia, arte e percezione, per comprendere come forme e linee guidino lo sguardo e contribuiscano a costruire l’esperienza estetica.
Venerdì 27 febbraio, ore 18.00, Trieste, Aula Venezian, Università degli Studi di Trieste – “I confini come problema e come soluzione: viaggio nel mondo di Gaetano Kanizsa” con Walter Gerbino, Professore Emerito di Psicologia Generale, Università degli Studi di Trieste. L’incontro è preceduto da una visita guidata alla mostra permanente “I miei pupoli: Gaetano Kanizsa scienziato e artista” allestita nell’edificio A dell’Università degli Studi di Trieste (a cura del prof. Carlo Fantoni; ritrovo dei partecipanti alle 17.20 nell’atrio destro dell’edificio A).
La conferenza è dedicata al pensiero e alle ricerche di Gaetano Kanizsa, uno dei più importanti studiosi della percezione visiva. Al centro dell’incontro è il concetto di confine – inteso come margine, bordo, contorno o delimitazione – e il ruolo fondamentale che esso svolge nel modo in cui la mente organizza e interpreta la realtà. Ripercorrendo le principali scoperte e i contributi teorici di Kanizsa, l’incontro esplora il modo in cui la mente crea e utilizza i confini per dare forma alla realtà fenomenica e alle rappresentazioni mentali. A conclusione dell’incontro (ore 19.30) si terrà la cerimonia di conferimento del IV Premio per ricerche innovative in ambito psicologico.
Venerdì 6 marzo, ore 18.00, Tavagnacco, Teatro Immersivo “P. Maurensig” (via Mazzini, 1) – “Giovanni Bruno Vicario. Il fascino dell’illusione: come percepiamo ciò che non esiste” con Rossana Actis Grosso, professoressa associata di Psicologia Generale all’Università di Milano-Bicocca. Partendo dagli studi di Giovanni Bruno Vicario, la conferenza affronta il complesso rapporto tra illusione e realtà nell’ambito della percezione visiva. Attraverso l’osservazione diretta di alcune illusioni visive, il pubblico sarà guidato a riflettere sulla distinzione tra fenomenicamente reale e fenomenicamente apparente, per scoprire come lo studio delle illusioni consenta di comprendere non solo la percezione, ma anche il rapporto tra la nostra mente (il mondo interiore) e la realtà esterna (il mondo esteriore), ovvero tra ciò che è vero, immaginato o “sognato”.
Venerdì 13 marzo, ore 18.00, Gradisca d’Isonzo, Sala Bergamas (via Bergamas, 3) – “Paolo Bozzi. La musica della mente: percezione, ritmo e psicologia” con Massimo Grassi, professore associato di Psicologia Generale, Università di Padova. L’intervento propone un ritratto di Paolo Bozzi mettendo in luce il suo profondo legame con la musica come musicista, violinista e compositore, oltre che come scienziato della percezione. Partendo dalla sua concezione della percezione come esperienza immediata e strutturata, si esplora il modo in cui la mente organizza i suoni in melodie e forme musicali significative. Verranno presentati alcuni principi fondamentali della psicologia della musica, inclusi i processi di raggruppamento percettivo e continuità sonora, anche alla luce dei lavori sullo streaming uditivo condotti con Giovanni Vicario. Si cercherà di mostrare come la musica rappresenti un terreno privilegiato per comprendere il funzionamento percettivo della mente umana.
Venerdì 20 marzo, ore 18.00, Gorizia, Aula Magna Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali (via d’Alviano, 18) – “Il pensiero psicologico di Anton Trstenjak e la sua attualità: senso, responsabilità e relazione” con Katarina Babnik, professoressa di Psicologia presso l’Università di Lubiana. La conferenza prende avvio con l’esposizione del pensiero di Anton Trstenjak, uno dei principali fondatori della psicologia slovena nel periodo successivo al 1945, nonché filosofo, teologo e intellettuale pubblico.
Trstenjak concepiva la psicologia come scienza della personalità, basata sull’interconnessione tra percezione, emozione, pensiero, etica e dimensione spirituale dell’individuo. Al centro della sua riflessione è il concetto di senso, mentre la salute mentale è intesa come capacità di agire responsabilmente e in armonia con i valori. Rilevante l’introduzione pionieristica di ambiti applicativi della psicologia: Trstenjak ha, infatti, contribuito allo sviluppo della psicologia della creatività, economica, ecologica e pastorale, e ha condotto ricerche empiriche su percezione ed emozione. Oggi il suo pensiero, vicino alla psicologia positiva e umanistica contemporanea, resta attuale per comprendere le sfide dell’individuo e della comunità nelle trasformazioni tecnologiche e sociali.
[c.m.]


