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mercoledì, 18 Marzo 2026

A Cormons va in scena ‘Pazza’, una donna contro l’ipocrisia borghese

02.03.2026 – 10.30 – Il sipario del Teatro Comunale di Cormons si appresta ad alzarsi su una vicenda umana e giudiziaria di lancinante attualità, capace di scuotere le coscienze attraverso il linguaggio crudo del dramma processuale. Mercoledì 4 marzo, alle ore 21, la scena sarà affidata a “Pazza”, l’opera di Tom Topor che vede protagonisti Vanessa Gravina e Nicola Rignanese in un allestimento che promette di trasformare la platea in un’aula di tribunale dove la posta in gioco non è solo la libertà, ma l’identità stessa della protagonista.

La trama segue le vicissitudini di Claudia Draper, interpretata da Vanessa Gravina, una squillo di lusso accusata dell’omicidio di un anziano cliente. Di fronte alla prospettiva di una condanna a venticinque anni di carcere, la facoltosa famiglia della donna tenta di percorrere la strada dell’infermità mentale per garantirle un internamento psichiatrico di breve durata. Tuttavia, Claudia sceglie di ribellarsi a questa strategia protettiva ma soffocante, sbarazzandosi del legale di fiducia dei genitori per affidarsi a un avvocato d’ufficio. Quest’ultimo, superando l’iniziale ostilità della cliente, riesce a intravedere un’intelligenza acuta e una ferma volontà di difendere la propria consapevolezza di intendere e di volere, portando alla luce il doloroso e scabroso entroterra familiare che ha segnato le sue scelte di vita.

Lo spettacolo, prodotto da La Contrada – Teatro Stabile di Trieste, si avvale della regia di Fabrizio Coniglio, impegnato anche sul palco insieme a Massimo Rigo, Gloria Sapio e Maurizio Zacchigna. Il testo vanta un illustre precedente a Broadway nel 1980 e una celebre trasposizione cinematografica con Barbra Streisand e Richard Dreyfuss, ma in questa versione assume sfumature legate profondamente al contesto sociale odierno. Il fulcro del conflitto risiede nel paradosso di una donna che lotta per non essere definita “pazza” da chi, famiglia compresa, preferirebbe etichettarla come tale pur di nascondere verità scomode.

“In un periodo storico in cui la violenza sulle donne è in preoccupante aumento nel nostro paese, cercheremo di entrare dentro i segreti di una famiglia borghese” ha spiegato il regista Fabrizio Coniglio, sottolineando come l’opera intenda indagare quella normalità apparente che spesso maschera abusi domestici. “Quante volte abbiamo sentito la frase, dopo un caso di violenza tra le mura domestiche, ‘sembrava una famiglia normale’ da parte di conoscenti o testimoni. Per sviscerare i segreti della famiglia di Claudia servirà un osservatore esterno, una persona capace di comprendere dalle sfumature comportamentali, dai piccoli gesti dei componenti della famiglia, il segreto e il dolore che viene nascosto, come avviene nella realtà, da troppo tempo. Cercheremo di coinvolgere lo spettatore in questo viaggio oscuro all’interno di una ‘normale’ famiglia borghese italiana”. Per il pubblico interessato, la biglietteria del teatro sarà attiva anche un’ora prima dell’inizio della rappresentazione.

[c.m.]

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