12.03.2026 – 09.30 – La salvaguardia del Carso e della sua identità millenaria passa oggi attraverso una stretta sinergia internazionale che unisce istituzioni, ricercatori e attori locali di Italia e Slovenia: il Programma Interreg VI-A “Kras4Us” si pone l’obiettivo di superare i confini amministrativi per guardare a questo territorio come a un ecosistema unitario, dove la conservazione della biodiversità si intreccia indissolubilmente con il mantenimento delle attività umane tradizionali. Al centro della strategia vi è la consapevolezza che solo una visione coordinata può rispondere efficacemente alle sfide poste dai cambiamenti climatici e dalla trasformazione del paesaggio, garantendo un futuro sostenibile a uno degli scenari naturali più peculiari e fragili del continente europeo.
Nei giorni scorsi, i partner del progetto si sono riuniti a Sgonico, presso l’azienda agricola Budin in località Sales, per definire le linee guida di una strategia condivisa dedicata alla tutela e alla gestione del territorio. L’incontro è stato aperto e moderato dal direttore del GAL Carso – LAS Kras, Aleš Pernarčič, il quale ha voluto sottolineare “il valore della cooperazione transfrontaliera nella costruzione di strumenti comuni per la salvaguardia di uno dei paesaggi più peculiari d’Europa”. La partnership che promuove l’iniziativa vede la collaborazione del GAL Carso con l’Università del Litorale, DOPPS – BirdLife Slovenia e l’Autorità governativa slovena responsabile della gestione del Parco delle Grotte di Škocjan, mettendo a sistema competenze scientifiche, ambientali e di sviluppo territoriale.
Alla tavola rotonda di Sgonico hanno preso parte numerosi esperti e coordinatori, tra cui Sara Zupan, Martina Lužnik e Katja Adam dell’Università del Litorale, Sara Cernich e Domen Stanič di BirdLife Slovenia, Tina Trampuš, Minja Krstić, Lara Pirjevec, Tjaša Vezovnik e Borut Kokalj del Parco delle Grotte di Škocjan, Francesca Visintin, insieme alle coordinatrici di progetto Tina Kocman e Fabiana Vidoz. Il confronto ha messo in luce come il Carso sia un mosaico naturale modellato nel tempo dalle pratiche agro-pastorali, un equilibrio oggi reso delicato dall’abbandono delle attività tradizionali e dagli effetti della crisi climatica. Rafforzare una visione unitaria del Carso transfrontaliero appare dunque fondamentale per affrontare problematiche comuni, in particolare la perdita degli ambienti aperti e l’aumento del rischio incendi.
Durante il meeting è emerso con forza il ruolo della gestione attiva degli habitat attraverso il mantenimento di prati, pascoli e landa carsica. In questo contesto, l’allevamento e le pratiche agricole tradizionali non rappresentano solo un retaggio culturale o una risorsa economica, ma diventano veri e propri strumenti di gestione ecologica. Queste attività, infatti, limitano l’accumulo di biomassa vegetale riducendo il pericolo di roghi e favoriscono la presenza di insetti impollinatori, essenziali per la salute dell’intero ecosistema. L’incontro ha così confermato il ruolo di Kras4Us come laboratorio di cooperazione per la condivisione di metodologie di monitoraggio e di “buone pratiche” di co-gestione di un habitat che resta tra i più ricchi di biodiversità in Europa.
[c.m.]


