23.7 C
Gorizia
venerdì, 19 Agosto 2022

Quando nacque Gorizia? Alla scoperta di una città millenaria

25.06.2022 – 07.01 – Correva il X secolo quando, a seguito di svariate invasioni barbariche, arrivarono nell’odierno Friuli Venezia Giulia gli Ungari, un gruppo etnico di origine ugrica celebre per i propri intenti distruttivi, tipici dei popoli barbari.
Tuttavia, come già anticipato in precedenza, essi non furono i primi a intraprendere feroci incursioni nelI’Isontino: in principio gli Unni di Attila, artefici della distruzione di Aquileia, e gli Ostrogoti di Teodorico furono capaci di alimentare il caos e la devastazione nei territori imperiali scatenando grandi battaglie e conflitti.
Solo dopo la caduta dell’Impero nel 476 d.C., raggiunsero il Friuli anche i Longobardi, che scelsero Cividale come centro del proprio ducato, gli Avari, i Franchi e infine proprio gli Ungari.
Le scorribande di questi ultimi lasciarono particolari problemi e disagi nel territorio friulano rendendo quindi necessaria e inevitabile una sua riorganizzazione; la chiesa di Aquileia si fece quindi carico della questione predisponendo sulle alture un sistema di fortificazioni allo scopo di esercitare, oltre alla naturale mansione difensiva, la funzione giurisdizionale sulle diverse parti dell’Isontino.
L’assegnazione del potere fu ad opera dell’imperatore Ottone III; egli infatti sancì, attraverso svariate donazioni, chi dovesse governare una determinata zona creando un sistema di potere basato sulla fedeltà dei propri sottoposti.
Tra queste donazioni rientra anche quella che decretò la nascita della città di Gorizia.
Il 28 aprile del 1001 l’imperatore emanò la Bolla contenente il seguente messaggio “damus ed donamus cum omni jure Jahanni Patriarchae ed Ecclesiae Aquilejensi meditatem unius Castelli dicti Silicani et meditatem unius villa qua sclavonica lingia vocatir Gorizia”.
Furono queste le parole con le quali donò al patriarca Giovanni di Aquileia il castello di Siliganum (Salcano), il villaggio chiamato dalle popolazioni slave Gorizia, nome facilmente riconducibile al termine sloveno “gora” che significa appunto montagna, e parte dei territori circostanti.
Solo sei mesi più tardi Ottone III donò la restante parte di essi al conte del Friuli Werohen, il quale, il 3 novembre 1001, si fece riconoscere con grande abilità e astuzia questo potere anche da Ottone I, duca di Carinzia e marchese di Verona.
Il territorio goriziano, compresa tra i fiumi Isonzo e Vipacco, si trovò quindi ad essere fin dalle origini fortemente conteso a causa della sua posizione capace di favorire importanti sbocchi dal punto di vista commerciale.
Al termine dell’XI secolo il conte di Gorizia diede inizio ai lavori di costruzione del castello sul colle (o meglio la “gora”) per usufruire della notevole posizione strategica garantita dall’altura; poco dopo, infatti, la nuova fortezza si affermò come centro per il controllo del territorio sostituendo così il castello di Salcano.
Il casato degli Eppenstein, al quale appartenne il conte Werohen, governò sui territori del Friuli confinanti con il patriarcato fino al 1090, anno in cui dovettero lasciare il testimone ad un’altra stirpe, quella dei Meginhard.
I Meginhard o meglio noti come Mainardo, dinastia imparentata con i feudatari bavaresi-carinziani del casato degli Arboni, si insediarono, tra il 1122 e il 1125, a Gorizia grazie al loro capostipite Mainardo I.
Egli si schierò a fianco del patriarca di Aquileia ottenendo così una posizione di rilievo nell’ambiente isontino. Grazie ad essa, Mainardo riuscì, anche con mezzi poco convenzionali, a impossessarsi dei territori facendone in seguito legalizzarne l’acquisizione; tuttavia, egli non si fermò a questo e fu capace di rendere addirittura la propria carica ereditaria creando una vera e propria dinastia.
Da allora il castello di Gorizia rappresentò per molti secoli il fulcro della vita sociale, amministrativa, giudiziaria e militare della città.
Ne seguirono decenni di prosperità che videro Gorizia affermarsi prima come città mercantile, grazie alla concessione dei diritti di mercato nel 1210, e poi come vero ente comunale dal 1307.
La parabola ascendente della città subì una battuta d’arresto in seguito alla soppressione del patriarcato d’Aquileia e la contemporanea conquista del Friuli da parte delle truppe della Repubblica di Venezia.
Questa è solo la prima fase della fiorente storia goriziana, un primo passo che vede il suo esordio nelle ceneri di un impero e la sua affermazione in una potente dinastia fondata da un arguto capostipite.

[a.f.]

Ultime notizie

Dello stesso autore