Università a Gorizia: nuovi corsi e un centro studi sulla Guerra Fredda

17 aprile 2026 – 09:10 – Gorizia si prepara a consolidare il proprio ruolo di polo accademico d’eccellenza, puntando su una strategia che coniuga la vocazione internazionale della città con percorsi formativi altamente specializzati. Grazie a una rinnovata sinergia tra l’amministrazione comunale e gli atenei di Trieste e Udine, il capoluogo isontino punta ad ampliare la propria offerta con nuovi corsi dedicati al marketing e alla comunicazione, potenziando al contempo l’alta formazione e proiettandosi verso una presenza studentesca stabile anche nei mesi estivi. Al centro di questa evoluzione si pone la valorizzazione della memoria storica e geopolitica, con l’ipotesi di un centro studi dedicato alla Guerra Fredda che promette di rendere la città un punto di riferimento scientifico e culturale unico nel panorama del Nord Est.

L’ambizioso piano di sviluppo è stato l’oggetto di un recente incontro istituzionale che ha visto confrontarsi il sindaco Rodolfo Ziberna e il vicesindaco con delega alle Politiche universitarie, Chiara Gatta, con i vertici accademici regionali: la rettrice dell’Università di Trieste, Donata Vianelli, e il rettore dell’Università di Udine, Angelo Montanari. Al tavolo hanno preso parte anche i delegati di sede Renata Kodilja per l’ateneo friulano e Diego Abenante per quello giuliano. Il confronto ha confermato la volontà unanime di investire sulla specificità di Gorizia, sfruttando la sua posizione strategica e la consolidata esperienza nella formazione di personale destinato alle istituzioni comunitarie. In questa cornice, il rafforzamento dell’offerta non si limiterà ai nuovi corsi di laurea, ma toccherà anche l’alta formazione, partendo dal master sul cinema già attivo, e l’organizzazione di summer school mirate.

Il sindaco Ziberna ha espresso soddisfazione per l’andamento delle trattative, ribadendo che “Il dialogo con gli atenei di Trieste e Udine è costante e proficuo. Nel corso del recente confronto è emersa la volontà comune di consolidare ulteriormente la collaborazione, valorizzando il ruolo di Gorizia come polo di riferimento per la formazione e la cultura. Andremo così a rafforzare sempre più le opportunità accademiche a Gorizia, puntando sul ruolo nello scenario geopolitico e sulla vocazione internazionale che le sono propri, continuando a distinguerci nel percorso di specializzazione di personale formato per le istituzioni comunitarie”. Le parole del primo cittadino trovano eco nella disponibilità manifestata dai due rettori, i quali hanno confermato il valore strategico della sede goriziana e l’intenzione di ampliarne la portata educativa e scientifica.

Sulla stessa linea d’onda, il vicesindaco Chiara Gatta ha voluto sottolineare come la crescita della presenza universitaria sia un pilastro fondamentale per lo sviluppo sociale ed economico del territorio. Secondo Gatta, “Gorizia ha tutte le caratteristiche per diventare un punto di riferimento sempre più forte nel panorama universitario del Nord Est. L’amministrazione comunale crede molto in questo dialogo con gli atenei, perché investire nella formazione significa investire nel futuro della città. Il confronto con le Università, con i rettori e i loro delegati è costante e smentisce su tutta la linea chi continua a limitarsi ad analisi parziali e strumentali dell’evoluzione della presenza universitaria in città”. L’obiettivo dell’amministrazione è quello di trasformare Gorizia in una città universitaria dinamica e internazionale, capace di attrarre giovani non solo durante l’anno accademico ordinario, poiché “Avere studenti in città durante tutto l’anno, compreso il periodo estivo, vuol dire portare energie nuove, creare opportunità e rendere Gorizia più dinamica e internazionale”.

Una delle proposte più innovative emerse dal tavolo tecnico riguarda la creazione di un centro studi specificamente dedicato alla Guerra Fredda. Data la storia del confine goriziano, un simile progetto rappresenterebbe un elemento di forte distinzione nel panorama della ricerca storica, capace di integrare l’attività scientifica con la divulgazione e la conservazione della memoria. Questo centro studi, insieme all’avvio dei nuovi percorsi di marketing e comunicazione, andrebbe a completare un’offerta formativa che mira a rendere Gorizia una meta ambita per studenti e ricercatori interessati alle dinamiche transfrontaliere e alla cooperazione europea.

articolo di Carlo Mattei

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