07 maggio 2026 – 09:00 – Un sodalizio nato nel cuore di un’emergenza storica che, da mezzo secolo, mette la propria competenza tecnica al servizio della sicurezza collettiva e della solidarietà. L’ARI Monfalcone (Associazione Radioamatori Italiani) ha celebrato questa mattina cinquant’anni di attività con l’inaugurazione di una mostra ospitata nel palazzo municipale, ripercorrendo una storia iniziata ufficialmente nel 1976. Attraverso strumenti d’epoca e testimonianze dirette, l’esposizione racconta l’evoluzione di una realtà che ha saputo trasformare la passione per le onde radio in un pilastro fondamentale per la gestione delle crisi e il coordinamento dei soccorsi sul territorio.
L’apertura dell’evento ha visto la partecipazione di autorità locali e regionali, concordi nel riconoscere il valore civile del gruppo. L’onorevole Anna Maria Cisint ha evidenziato come i radioamatori rappresentino un elemento essenziale per la comunità locale. “I radioamatori sono stati e continuano a essere fondamentali per la nostra comunità – ha sottolineato l’On. Anna Maria Cisint -. Rappresentano un valore tra i valori della città: persone che, in modo volontario, si mettono a disposizione per dare risposte alla popolazione, soprattutto nelle situazioni di emergenza. Il loro contributo durante il terremoto del 1976 è stato preziosissimo e ha permesso di mantenere attivi i collegamenti tra le istituzioni, favorendo anche le fasi della ricostruzione. La mostra allestita in occasione del 50° anniversario del terremoto è particolarmente significativa, non solo per il messaggio che trasmette, ma anche perché è ospitata nella casa della città, il Municipio”.
Le radici dell’ARI Monfalcone risalgono ai primi anni Settanta, ma fu proprio la tragedia del sisma in Friuli a sancire la nascita ufficiale dell’associazione. In quel frangente, i volontari monfalconesi stabilirono una postazione operativa proprio in Municipio per garantire i collegamenti con le aree colpite. Antonio Boemo, coordinatore del gruppo in quelle ore drammatiche, ha ricordato la fragilità dei sistemi ordinari di fronte alle calamità. “Durante una catastrofe non c’è tecnologia che tenga: spesso gli unici a garantire le comunicazioni sono i radioamatori” ha dichiarato Boemo. Questo spirito di servizio è stato confermato dal presidente regionale Giovanni Giol, il quale ha ricordato che la sezione è composta da tecnici qualificati capaci di portare innovazione costante nel settore.
Oltre all’impegno nelle grandi emergenze, dai terremoti alle alluvioni fino alla recente crisi sanitaria, il gruppo garantisce un supporto costante anche durante gli eventi del territorio. L’assessore allo Sport Fabio Banello ha richiamato l’attenzione sulla prontezza dimostrata in contesti agonistici e sociali, come la marcia Solidarietà è Vita. “Siete sempre presenti con grande energia e passione, rappresentando una risorsa importante per l’associazionismo del territorio – ha aggiunto l’assessore Fabio Banello -. Lo avete dimostrato anche in occasione della marcia ‘Solidarietà è Vita’, intervenendo con prontezza in una situazione di difficoltà. La vostra presenza è costante e fondamentale in ogni contesto”. Sulla stessa linea il consigliere regionale Antonio Calligaris, che ha definito i soci come veri e propri specialisti nella risoluzione dei problemi. “Il ruolo dei radioamatori è di grandissima importanza – ha osservato il consigliere regionale Antonio Calligaris -. Avete una straordinaria capacità di intervenire e risolvere i problemi, tanto che vi si potrebbe definire veri e propri specialisti”.
Il presidente della sezione locale, Ciro Vitiello, ha illustrato il percorso espositivo allestito nell’atrio di Piazza della Repubblica 8, che comprende otto pannelli informativi, apparati radio storici e un sismografo. “Una storia fatta di passione per la radio, ma anche di grande solidarietà, perché i radioamatori sono sempre stati presenti nelle emergenze – ha sottolineato Ciro Vitiello -. Nell’atrio del Municipio è stata allestita una mostra con pochi pannelli, ma ricchi di significato, che rappresentano lo spirito dei volontari che ogni giorno si impegnano per la comunità”. L’esposizione resterà aperta fino all’8 maggio 2026, mentre le celebrazioni si concluderanno il giorno seguente, venerdì 9 maggio alle ore 11.00, presso la sede di via Bartolomeo Colleoni con la presentazione del libro celebrativo dedicato a questo mezzo secolo di solidarietà.
articolo di Carlo Mattei


