22 maggio 2026 – 10:20 – Il Collio e la Brda transfrontaliera si preparano a diventare il palcoscenico a cielo aperto della diciannovesima edizione del Piccolo Opera Festival, la rassegna lirica internazionale che dal 18 giugno al 5 luglio 2026 animerà un territorio compreso tra Gorizia, Nova Gorica, Trieste e i dolci rilievi del confine italo-sloveno. Il cartellone di quest’anno, ispirato al tema della “Libertà” e guidato dalla figura ideale di Lorenzo Da Ponte, si presenta con un’offerta senza precedenti che mette in rete istituzioni italiane e straniere per valorizzare l’identità europea e il patrimonio paesaggistico locale attraverso la musica.
Il festival, diretto da Gabriele Ribis e presentato ufficialmente il 21 maggio nel Castello di Spessa a Capriva del Friuli, mette a segno un record di cinque produzioni e coproduzioni operistiche. Il fitto calendario si sviluppa grazie al sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Friuli Venezia Giulia con il marchio #iosonofriuliveneziagiulia, della Fondazione Friuli, di numerosi Comuni partner delle due nazioni e di sponsor privati come AMGA-Gruppo Hera e BCC Venezia Giulia. Dal punto di vista artistico, la rassegna vanta una forte impronta globale con artisti e allievi provenienti da 15 Paesi, tra cui Francia, Italia, Slovenia, Croazia, Albania, Serbia, Georgia, Israele, Armenia, Russia, Iran, Kazakistan, Cina, Giappone e Cile.
“Il Piccolo Opera festival 2026 nasce nel segno della libertà da esplorare in tutte le sue forme: artistica, sensoriale, culturale” ha commentato il direttore artistico Gabriele Ribis. “Tra vigneti, dimore storiche e luoghi della memoria, il festival invita il pubblico a lasciarsi toccare, sorprendere, trasformare. Perché l’Opera, oggi più che mai, sa essere necessaria, viva, libre”. A fargli eco è il messaggio di saluto di Mario Anzil, Vicepresidente e Assessore alla Cultura della Regione Friuli Venezia Giulia, che sottolinea come la manifestazione sia “un esempio virtuoso di come la musica lirica possa dialogare con il paesaggio, con la storia e con l’identità più autentica delle nostre comunità”. L’assessore ha poi aggiunto che “attraverso un programma diffuso tra castelli, aziende agricole e luoghi suggestivi del Friuli Venezia Giulia e d’oltre confine, il Festival riesce a valorizzare non soltanto l’arte musicale, ma anche le bellezze naturalistiche, culturali ed enogastronomiche di un territory che da sempre vive nella dimensione dell’incontro e dell’apertura europea”.
Le cinque opere principali mostrano una programmazione che unisce la rilettura dei classici alle novità assolute. L’apertura è affidata a “Aida libera” (Aïda déchaînée), una coproduzione europea con l’Opéra Grand Avignon e il Teatro Nazionale Sloveno SNG di Nova Gorica, che prevede tre recite: il 18 giugno al Teatro di Verzura del Castello di Spessa e il 19 e 20 giugno nell’Anfiteatro all’aperto del Teatro di Nova Gorica. Mirjam Drnovśček, direttrice generale del SNG Nova Gorica, ha espresso soddisfazione per questa sinergia evidenziando che “per la prima volta l’opera lirica entra nella nostra programmazione, con una coproduzione europea che sarà allestita nel nostro Anfiteatro all’aperto. Lo spettacolo sarà fruibile in entrambe le lingue, italiano e sloveno, volendo accomunare il pubblico di un territorio che ormai, dopo GO! 2025, non ha davvero più confini, com’è nello spirito del Piccolo Opera Festival”.
Il cartellone prosegue con un dittico di forte impatto civile e storico, realizzato con la Fondazione Accademia Musicale Chigiana di Siena, che accosta “Il prigioniero” di Luigi Dallapiccola – nel cinquantesimo anniversario della morte del compositore istriano – alla prima esecuzione assoluta di “Il sigillo” di Maurizio Agostini. Le due rappresentazioni si terranno in contesti di memoria storica a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria: il 27 giugno nella Casa Circondariale di Gorizia e il 29 giugno alla Risiera di San Sabba a Trieste. Il 23 giugno al Kulturni Center L. Bratuž di Gorizia sarà la volta della prima nazionale di “Canvas” (Tele) della compositrice slovena Nina Šenk, in collaborazione con il Teatro Musicale da Camera Sloveno SKGG di Lubiana. Il 30 giugno e il 2 luglio il Castello di Spessa ospiterà la nuova produzione del festival, “L’ape musicale” di Lorenzo Da Ponte, un’opera buffa allestita nella versione triestina del 1792. Infine, il 3 luglio a Vila Vipolže a Dobrovo, in Slovenia, lo spettacolo “Sempre libera” unirà le pagine de “La traviata” di Verdi al romanzo di Alexandre Dumas figlio.
Ad affiancare gli artisti in carriera saranno i giovani talenti del GO! Borderless Opera Lab, l’accademia internazionale nata a Gorizia grazie ai fondi europei Next-GenerationEU come eredità dell’esperienza di GO! 2025. I cantanti della scuola si esibiranno anche nei recital delle “Serenate in Vigna” al tramonto, programmate alla Tenuta Della Casa di Cormòns il 22 giugno, all’Azienda Agricola Specogna di Corno di Rosazzo il 24 giugno, alla Tenuta Villanova di Farra d’Isonzo il 28 giugno e all’Azienda Agricola Zorutti a Dolegna del Collio il 4 luglio. Le medesime voci saranno protagoniste dei tre appuntamenti mattutini dei “Da Ponte Café” a Palazzo Strassoldo a Gorizia (21 e 28 giugno) e al Castello di Spessa (5 luglio), accompagnati dagli interventi dei relatori Marco Maria Tosolini, Giampaolo Zagonel e Vincenzo De Vivo.
La chiusura del festival, il 5 luglio al Castello di Spessa, prevede il gala lirico “Viva la libertà!” con la consegna del Premio Giacomo Casanova a una personalità della cultura contemporanea. Spazio anche alla musica tradizionale protetta dall’UNESCO con la sezione “Canto dei Colli”: il 21 giugno nel Duomo di Cormòns si esibirà l’Ensemble Basiani della Georgia, il 25 giugno al Santuario di Mossa canterà il gruppo sardo Tenore Romanzesu Bitti e il 28 giugno nella Chiesa di S. Stefano Protomartire di Giassico a Cormòns sarà ospite l’Ensemble del Teatro nazionale di Tirana. Tutte le informazioni sui biglietti del Piccolo Opera Festival 2026, acquistabili su Vivaticket o sul posto, sono disponibili sul sito ufficiale www.piccolofestival.org.
Articolo di Carlo Mattei


