27 aprile 2026 – 12:30 – Il Piccolo Opera Festival si prepara a celebrare la sua diciannovesima edizione ponendo al centro della propria indagine artistica il concetto di libertà, declinato attraverso un cartellone senza precedenti per ampiezza e originalità. Dal 18 giugno al 5 luglio 2026, il territorio transfrontaliero tra Gorizia, Nova Gorica e il Collio, con incursioni significative a Trieste, diventerà il palcoscenico di un esperimento culturale che unisce il grande repertorio tradizionale alle nuove composizioni contemporanee. La rassegna si distingue per una programmazione che sfida i confini geografici e formali, portando l’opera lirica fuori dai teatri convenzionali per abitare luoghi della memoria e spazi dal forte valore simbolico, coinvolgendo giovani talenti internazionali e prestigiose istituzioni europee.
“Libertà – Svoboda – Freedom” è il fil-rouge scelto per questa edizione, un progetto che consolida la sua visione internazionale grazie al sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Friuli Venezia Giulia, della Fondazione Friuli e di numerosi partner pubblici e privati. Il palinsesto prevede cinque produzioni per un totale di nove recite, affiancate da concerti vocali e cameristici ospitati in vigneti, giardini e palazzi storici della zona.
L’apertura del festival è affidata a una prestigiosa coproduzione europea che vede la collaborazione tra l’Opéra Grand Avignon e il SNG Nova Gorica. In scena andrà “Aida libera” (Aïda déchaînée), una riscrittura del capolavoro verdiano curata da Frédéric Roels che integra strumenti acustici ed elettronica. L’opera sarà rappresentata il 18 giugno nel Teatro di Verzura del Castello di Spessa e il 19 e 20 giugno nell’Anfiteatro all’aperto del Teatro SNG di Nova Gorica, proponendo una riflessione sulla libertà individuale oppressa dalle dinamiche del potere.
Un momento di profonda riflessione storica è rappresentato dal dittico composto da “Il prigioniero” di Luigi Dallapiccola e “Il sigillo” di Maurizio Agostini, quest’ultimo in prima esecuzione assoluta. La produzione, realizzata con l’Accademia Musicale Chigiana di Siena sotto la direzione di Mario Ruffini e la regia di Davide Garattini Raimondi, sarà ospitata in sedi di eccezionale valore emotivo: la Casa Circondariale di Gorizia il 26 e 27 giugno e la Risiera di San Sabba a Trieste il 29 giugno.
Il programma prosegue il 23 giugno al Kulturni Center L. Bratuž di Gorizia con la prima nazionale di “Canvas” (Tele) della compositrice Nina Šenk. Realizzata in collaborazione con il Teatro Musicale da Camera di Lubiana, l’opera reinterpreta il mito di Don Giovanni attraverso una narrazione interamente al femminile. Il 30 giugno e il 2 luglio il festival tornerà al Castello di Spessa con “L’ape musicale”, un omaggio a Lorenzo Da Ponte. Si tratta di un’opera buffa in forma di pastiche che riprende la versione scritta dal librettista per il Carnevale di Trieste del 1792. A chiudere il ciclo delle produzioni operistiche sarà, il 3 luglio presso la storica Vila Vipolže a Dobrovo in Slovenia, lo spettacolo “Sempre libera”. L’allestimento intreccia scene tratte da “La traviata” di Verdi con pagine del romanzo di Alexandre Dumas figlio, seguendo un format di divulgazione già sperimentato con successo all’estero.
Protagonisti di questi appuntamenti saranno i giovani cantanti del GO! Borderless Opera Lab, l’accademia internazionale fondata a Gorizia grazie ai fondi NextGenerationEU. Secondo il direttore artistico Gabriele Ribis, l’obiettivo è quello di creare un’esperienza immersiva che superi i limiti della fruizione classica: “Tra vigneti, dimore storiche e luoghi della memoria, il festival invita il pubblico a lasciarsi toccare, sorprendere, trasformare, perché l’opera, oggi più che mai, sa essere necessaria, viva, libera”. Informazioni e prenotazioni a breve disponibili tramite il sito web del festival: www.piccolofestival.
articolo di Carlo Mattei


