12 giugno 2026 – 09:20 – Si è conclusa oggi a Lucinico la consegna ufficiale dei 68 alloggi di edilizia residenziale pubblica situati nei complessi di via Marega, al termine di un imponente intervento di riqualificazione strutturale ed energetica durato circa quattro anni. L’opera, che ha richiesto un investimento complessivo di 4,77 milioni di euro finanziato da fondi statali e regionali, si distingue per il superamento di cinematiche e barriere energetiche con il passaggio degli stabili dalla classe F alla classe A4, riducendo drasticamente il consumo medio annuo. La gestione del cantiere ha rappresentato una sperimentazione logistica complessa, poiché i lavori di rinnovo impiantistico ed edilizio sono stati portati a termine mantenendo la stragrande maggioranza delle famiglie residenti all’interno dei propri appartamenti.
I due fabbricati di via Marega interessati, costruiti originariamente nel 1981, si dividono nei civici 28-46, che ospitano 38 alloggi, e nei civici 48-64, che ne contano 30. Dal punto di vista cronologico, i lavori sul primo edificio sono stati avviati alla fine del 2022 per concludersi nel corso del 2023, mentre il secondo blocco ha visto lo sviluppo delle opere nel successivo biennio, fino al completamento odierno curato dai tecnici dell‘ATER di Gorizia. La particolarità dell’operazione ha riguardato la coesistenza delle attività di cantiere con la quotidianità degli inquilini. All’avvio del progetto, infatti, solo 13 appartamenti su 68 risultavano liberi, quota che è salita a 22 unità soltanto in corso d’opera. Per le restanti famiglie, le operazioni di sostituzione dei serramenti, la rimozione delle vecchie caldaie domestiche, l’installazione dei nuovi piani a induzione e l’adeguamento dei sistemi di riscaldamento sono state effettuate senza procedere a trasferimenti temporanei.
«Questo intervento è diventato per noi una sorta di prototipo», ha spiegato il presidente di ATER Gorizia, Daniele Sergon. «C’è la riqualificazione energetica — cappotto, serramenti, impianti per tutti — e c’è il riatto degli alloggi vuoti; ma in quelli occupati abbiamo lavorato con le famiglie dentro casa. È un punto fondamentale: fino a poco tempo fa non si immaginava nemmeno di poter fare interventi di questa portata con le persone all’interno. Oggi le nuove tecniche lo permettono, con lavori non invasivi sugli impianti, ed è un modo nuovo di pensare il nostro lavoro. Oggi le riqualificazioni energetiche degli immobili saranno di questo tipo».
L’intervento edilizio ha affrontato le criticità strutturali accumulate in oltre quarant’anni di utilizzo dei manufatti. Le opere hanno compreso la bonifica e lo smaltimento della precedente copertura in cemento-amianto, la posa di un nuovo manto dotato di linea vita di sicurezza, l’isolamento termico del sottotetto e dei solai, l’applicazione del cappotto isolante sulle facciate esterne e il cambio integrale dei serramenti, esteso anche alle cantine e ai vani scala comunali. Parallelamente, si è provveduto al riordino delle aree esterne pertinenziali e alla totale ristrutturazione interna dei 22 alloggi rimasti sfitti, che vengono ora restituiti per le nuove assegnazioni.
La principale innovazione ingegneristica risiede nella completa trasformazione del sistema di fornitura energetica. I vecchi 68 impianti di riscaldamento autonomi alimentati a gas sono stati definitivamente smantellati. Al loro posto sono state realizzate due centrali termiche centralizzate e indipendenti, una per ciascun corpo di fabbrica, configurate con tecnologia ibrida: una caldaia a condensazione a gas opera in combinazione con pompe di calore elettriche e sistemi fotovoltaici dotati di batterie di accumulo posizionati sui tetti. La centrale dedicata ai civici 28-46 esprime una potenza di 280 kW, mentre quella a servizio dei civici 48-64 eroga 150 kW. Entrambe le infrastrutture gestiscono la produzione di riscaldamento e acqua calda sanitaria, basandosi su un sistema di contabilizzazione dei consumi che sarà monitorato da ATER per la ripartizione dei costi sui singoli nuclei familiari. L’azzeramento delle condutture del gas all’interno degli appartamenti e degli scantinati risponde inoltre all’esigenza di abbattere i rischi legati alla combustione e alle manutenzioni ordinarie delle caldaie individuali.
Il quadro economico dell’opera fissa l’investimento complessivo a 4.778.650,39 euro, ripartito in due lotti funzionali: 2.733.672,75 euro destinati ai civici 28-46 e 2.044.977,64 euro impiegati per i civici 48-64. La progettazione e la direzione dei lavori sono state seguite direttamente dalla struttura tecnica interna di ATER Gorizia. La copertura finanziaria è derivata per 4,1 milioni di euro dagli stanziamenti del Programma nazionale “Sicuro, verde e sociale” legati al Fondo complementare nazionale, ai quali si sono aggiunti 678.650,39 euro stanziati dalla Regione Friuli Venezia Giulia.
articolo di Carlo Mattei


