Gorizia, presentati i murales di ‘Dare voce a chi voce non ha’

25 giugno 2026 – 11:00 – Due cabine elettriche di Gorizia sono diventate opere d’arte murale. Non è un intervento di street art spontanea, ma il risultato visibile di un progetto più lungo e articolato: “Dare voce a chi voce non ha”, attivo dal maggio 2024, che ha coinvolto persone seguite dai servizi territoriali, cittadini, operatori e artisti in un percorso dedicato ai temi della libertà e della partecipazione. Martedì scorso, in via Baiamonti, le due opere sono state consegnate simbolicamente alla città. Il progetto è nato in occasione del centenario della nascita di Franco Basaglia e nel contesto delle iniziative legate a GO!2025.

Il laboratorio “Dare colore alla libertà”, che ne costituisce il nucleo creativo, ha accompagnato i partecipanti in un percorso fatto di momenti di confronto, attività creative e realizzazione di bozzetti, sfociato infine nelle due opere murali. I murales sono stati eseguiti su cabine elettriche messe a disposizione da AcegasApsAmga: uno in via Baiamonti, realizzato dall’artista Michele Nardon con il diretto coinvolgimento del gruppo, e uno nel piazzale della Casa Rossa, firmato da Mattia Campo Dall’Orto, che ha sviluppato una propria elaborazione artistica a partire dagli spunti emersi durante i laboratori.

Il murale di via Baiamonti raffigura una donna che spezza le proprie catene e una fenice che rinasce dalle ceneri, immagine proposta da Rossella Lestuzzi come interpretazione personale della libertà e della possibilità di ricominciare. Il riferimento non è casuale rispetto all’identità della Cooperativa Sociale La Cisile, promotrice del progetto: “cisile” significa rondine in friulano, simbolo di ritorno e nuovi inizi. All’incontro di presentazione erano presenti Mauro Perissini, presidente della cooperativa, l’assessore comunale Silvana Romano e Paolo Manià per AcegasApsAmga. «Nessuno avrebbe potuto realizzare da solo un progetto come questo», ha dichiarato Perissini.

AcegasApsAmga ha messo a disposizione le infrastrutture, segnalando una scelta che va oltre la semplice concessione di spazi. «Le nostre infrastrutture sono essenziali per la vita quotidiana ma spesso passano inosservate», ha osservato Paolo Manià. «In questo caso una cabina elettrica diventa invece un luogo di bellezza, partecipazione e relazione con il territorio». L’assessore Silvana Romano ha sottolineato il ruolo del Centro di Salute Mentale e delle cooperative nel costruire «occasioni concrete di partecipazione e cittadinanza attiva».

Una delle voci più significative della serata è giunta in forma scritta: Miriam Pizzamiglio, che ha contribuito alla realizzazione del murale ma non era presente perché impegnata negli esami di Stato, ha inviato un messaggio letto da Donatella Lah, referente della cooperativa. «Spero che sia il primo di tanti murales a Gorizia capaci di far riscoprire l’arte come strumento per contrastare l’impersonalità a cui spesso la società ci sottopone», ha scritto la giovane, che ha scelto l’esperienza del progetto come “Capolavoro” da presentare nel proprio percorso di maturità. Il progetto è stato realizzato con il sostegno del Fondo Beneficenza Intesa Sanpaolo e con il coinvolgimento di Arcigong e di numerose realtà artistiche e associative del territorio. Per maggiori informazioni www.consorzioilmosaico.org.

articolo di Carlo Mattei

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