13 luglio 2026 – 15:00 – La pressione migratoria lungo il confine orientale – la cosiddetta rotta balcanica – torna al centro del dibattito locale e sovranazionale, accendendo i riflettori sulle criticità legate alla gestione dei flussi terrestri nella provincia di Gorizia. La persistenza di bivacchi in alcune aree verdi cittadine ha spinto i rappresentanti politici a richiedere interventi urgenti e mirati, volti a coniugare il controllo delle frontiere con la tutela del decoro urbano. Il nodo della questione rimane l’efficacia dei controlli lungo la Rotta balcanica, un percorso che continua a riversare richiedenti asilo sul territorio e che solleva interrogativi di natura logistica, normativa e di sicurezza per le comunità di frontiera.
Questa mattina l’eurodeputata della Lega Anna Maria Cisint ha effettuato un sopralluogo al Parco Piuma insieme agli amministratori e consiglieri goriziani del suo stesso partito, per verificare la situazione legata alla presenza di richiedenti asilo. Cisint ha spiegato che l’obiettivo per cui persegue da tempo, anche in Parlamento europeo e nella commissione LIBE, è essere “a lavoro per azzerare la Rotta balcanica e il suo impatto sulle nostre città”. Riferendosi alla situazione dell’area verde, ha aggiunto che “Insieme ai consiglieri e gli assessori della Lega stiamo combattendo per eliminare gli accampamenti di quei migranti tutti maschi e tutti islamici presenti al parco Piuma a dormire e bivaccare, la cui presenza è la diretta conseguenza dei flussi della Rotta balcanica che continuano a interessare il nostro confine.”
Successivamente, l’europarlamentare si è recata a Casa Rossa per un incontro istituzionale con il direttore della IV Zona della Polizia di Frontiera per Friuli Venezia Giulia, Veneto e Trentino-Alto Adige, il dottor Gianluca Grego. A margine del colloquio, Cisint ha espresso soddisfazione per gli sviluppi legislativi europei, sottolineando che “Grazie alle nuove norme che abbiamo voluto in Europa, con la modifica al Patto Migrazione e Asilo e con il nuovo regolamento sui rimpatri, oggi è finalmente possibile accelerare le procedure di identificazione, trattenimento e rimpatrio degli immigrati irregolari che non hanno diritto di rimanere in Italia”. Ha tuttavia evidenziato la necessità di un adattamento operativo, precisando che “ora però è necessario adeguare questi strumenti alla realtà dei confini terrestri, che presentano caratteristiche profondamente diverse rispetto agli sbarchi via mare”.
La conformazione geografica dell’area rappresenta infatti un elemento di complessità per le Forze dell’Ordine, poiché il confine entra direttamente nei centri urbani di Gorizia e Trieste, rendendo più lunghe le fasi di screening e alimentando la pressione sulle città. Per far fronte a questa specificità, l’eurodeputata ha confermato di essersi attivata con il Governo e con il Sottosegretario all’Interno Nicola Molteni per individuare misure dedicate, proponendo un incontro operativo proprio a Gorizia. Sul piano internazionale, la strategia indicata punta al rafforzamento delle barriere esterne, come chiarito da Cisint, secondo cui “La strada maestra resta però quella di blindare i confini esterni dell’Unione europea, in particolare tra Bosnia e Croazia, rafforzando ancora Frontex, impiegando più uomini e mezzi e, dove necessario, realizzando anche barriere fisiche.” L’esponente politico ha rimarcato l’importanza di evitare che la linea di demarcazione italo-slovena diventi la reale frontiera esterna dell’Europa, annunciando che sottoporrà la questione al Commissario europeo alle migrazioni Brunner.
Infine, sul tema della libera circolazione, è stato espresso pieno supporto alla deroga alla sospensione del trattato di Schengen attuata dall’esecutivo. Cisint ha elogiato l’operato del personale in divisa evidenziando l’efficacia dei controlli ripristinati, grazie ai quali, dall’avvio della misura, nella sola provincia goriziana sono stati rintracciati oltre 6.000 immigrati irregolari ed effettuati circa 2.200 respingimenti. A conclusione della sua analisi, l’europarlamentare ha rimarcato il valore del presidio confinale, dichiarando che “Le nostre Forze dell’Ordine stanno sostenendo uno sforzo straordinario e meritano il massimo sostegno. Grazie alla sospensione di Schengen e al ripristino dei controlli al confine, dall’avvio della misura nella sola provincia di Gorizia sono stati rintracciati oltre 6.000 immigrati irregolari ed effettuati circa 2.200 respingimenti. Senza questo presidio migliaia di clandestini sarebbero entrati indisturbati nel nostro Paese, alimentando irregolarità, insicurezza e degrado nelle nostre città.”
articolo di Carlo Mattei