18 agosto 2026 – 09:50 – Ottant’anni dopo la strage di Vergarolla, uno degli eventi più tragici e meno raccontati della storia italiana del dopoguerra, Pola e Gorizia si ritrovano unite nel ricordo. Il Sindaco Rodolfo Ziberna ha preso parte oggi alle commemorazioni ufficiali nella città istriana, in un anniversario dal significato non solo storico ma profondamente personale, legato alla sua stessa famiglia. La tragedia di Vergarolla resta ancora oggi la più grave e sanguinosa strage della storia della Repubblica Italiana: oltre un centinaio le vittime, di cui 64 riconosciute e molte delle quali bambini, più di 200 i feriti. Un evento che rappresentò anche un doloroso punto di svolta, capace di accelerare l’esodo del popolo istriano dalle proprie terre.
Per Gorizia questa giornata assume un valore istituzionale, storico e al tempo stesso personale. La città conta infatti una popolazione composta per il 20% da esuli dalle terre d’Istria, Fiume e Dalmazia e dai loro discendenti, molti dei quali arrivati proprio da Pola. Tra questi anche il Sindaco Ziberna, per il quale essere oggi in città rappresenta un “richiamo del sangue e della memoria”: suo padre lasciò Pola a soli 17 anni, abitando proprio nella via dove si tiene oggi la commemorazione.
A legare idealmente Gorizia alla vicenda contribuisce anche la figura di Geppino Micheletti, il chirurgo che operò senza sosta per 24 ore nel tentativo di salvare quante più vite possibili, pur sapendo che tra le vittime c’erano i suoi due figli piccoli. Un gesto di eroismo e dedizione a cui Gorizia si sente vicina anche attraverso il legame ideale con il filosofo Carlo Michelstaedter, cugino di Micheletti, il cui cognome non venne italianizzato allo stesso modo.
«Essere qui oggi non è solo un dovere istituzionale, ma un atto di dovere verso la verità e verso la storia per decenni taciuta o ignorata dai libri di testo», ha dichiarato il Sindaco Rodolfo Ziberna. «Con Nova Gorica abbiamo vissuto l’esperienza di Gorizia Capitale Europea della Cultura 2025, un percorso che ci ha insegnato come non serva inseguire la retorica artificiale di una “memoria condivisa”, poiché i vissuti e i dolori di ciascuno sono unici e vanno rispettati. Quello che dobbiamo costruire è il rispetto reciproco e la conoscenza: guardare alla storia dell’altro senza paura e chinarsi di fronte al dolore altrui senza strumentalizzarlo».
«Mio padre lasciò Pola con la morte nel cuore a 17 anni. Oggi io sono qui da Sindaco di Gorizia per testimoniare che da quel dolore, dal rispetto della verità e dalla collaborazione fraterna tra le nostre comunità possiamo continuare a costruire la vera dimensione europea», ha concluso Ziberna.
articolo di Carlo Mattei


