18 agosto 2026 – 15:30 – Gorizia e Gradisca d’Isonzo si preparano a dieci giorni di eventi all’insegna della sperimentazione culturale con la dodicesima edizione di InVisible Cities. Il festival, che si svolgerà dal 26 al 30 agosto a Gorizia e dal 2 al 6 settembre a Gradisca d’Isonzo, propone un cartellone di oltre 40 appuntamenti tra performance teatrali, musicali e di danza, confermandosi come un laboratorio di contaminazione tra linguaggi artistici, inclusione sociale e ricerca scientifica, con l’obiettivo dichiarato di portare il pubblico “fuori dall’ordinario”.
L’edizione 2026 inaugura un nuovo triennio di progettazione per l’associazione Quarantasettazeroquattro, che cura la rassegna con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, del Comune di Gradisca d’Isonzo e della Fondazione Carigo. Il programma, presentato ufficialmente nella sala consigliare di Gradisca, punta a coniugare riflessioni su temi contemporanei e nuove modalità narrative, estendendosi anche al di fuori degli spazi teatrali convenzionali per valorizzare il patrimonio urbano e rurale. Come spiegato dal co-direttore artistico, Gioele Peressini, la volontà di rompere gli schemi si traduce quest’anno in sei percorsi tematici, definiti non come categorie rigide ma come direzioni di ricerca intrecciate tra loro.
Il sindaco di Gradisca d’Isonzo, Alessandro Pagotto, ha sottolineato l’importanza strategica del festival per la città, evidenziando come la manifestazione coinvolga attivamente luoghi pubblici e realtà associative. La continuità del progetto è stata rimarcata anche dalla presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, Roberta Demartin, che in una nota ha definito il festival un esempio di come la cultura possa “mettere in movimento e in connessione persone, idee e territori”.
Tra gli appuntamenti principali spiccano le performance di artisti come Chiara Bersani, Massimo Silverio, Marco D’Agostin e l’artista palestinese Basel Zaraa. La proposta artistica si articola attraverso le sezioni Fuori Formato, Fuori Posto, Fuori dal Seminato e Fuori da Noi, ognuna focalizzata su specifici linguaggi o necessità di ricerca. Un pilastro del festival resta il progetto Zero Gradi di Separazione, giunto alla quarta edizione e dedicato all’accessibilità culturale. Miriam Paschini, co-direttrice artistica, ha chiarito che “con il progetto Zero Gradi di Separazione vogliamo affermare che l’accessibilità è una scelta civile e un atto creativo”. In parallelo, la rassegna ARS. Arti Re(l)azioni Scienze, promossa dal Comune di Gradisca d’Isonzo, esplorerà il dialogo tra arte e scienza, con un focus su temi come sostenibilità e ricerca sonora.
La partecipazione agli eventi è gratuita, fatta eccezione per il “Concerto per campanelli di bicicletta” che richiede un contributo di 5 euro. Per tutte le performance è fortemente consigliata la prenotazione tramite WhatsApp o SMS al numero 328 8535125.
articolo di Carlo Mattei


