Gorizia, un libro racconta 150 anni di sapori e memoria

19 agosto 2026 – 09:30 – Sapori e memoria si intrecciano nelle pagine di un nuovo libro dedicato a Gorizia, nato dall’incontro tra la penna di uno scrittore attento alle storie del territorio e la voce di una donna che da oltre sessant’anni accoglie generazioni di visitatori dietro il bancone di uno storico locale cittadino. È il racconto della Luna, delle persone che lo hanno attraversato e delle ricette che ne custodiscono la tradizione, oggi raccolto in un volume firmato da Roberto Covaz e Celestina Goljevscek, appena arrivato nelle librerie di Gorizia.

A darne notizia è stato l’assessore alla Cultura del Comune di Gorizia Fabrizio Oreti, che ha sottolineato il valore identitario dell’iniziativa: “A Gorizia abbiamo la fortuna di poter vantare realtà che tramandano storia e cultura perché grazie all’enogastronomia possiamo veicolare un bagaglio unico nel suo genere che assieme alle strutture museali fanno comprendere ciò che Gorizia è stata ed oggi racconta, il tutto, in un contesto che ci ha permesso, assieme a Nova Gorica, di essere la prima capitale europea della cultura tra due città di due Stati”.

Le radici della storia raccontata nel libro affondano nell’Ottocento goriziano. L’albergo con locanda alla Luna, situato in quella che un tempo era la contrada della caserma e oggi corrisponde a via Oberdan, aprì infatti nel 1876 per iniziativa di Antonio Cadorini. Da allora la gestione è passata di mano più volte, fino al 1 gennaio 1956, quando ad assumerla fu Milan Pintar, originario di San Floriano e all’epoca trentatreenne. Proprio alla Luna, tra il 1956 e il 1957, Milan conobbe Celestina Goljevscek: la giovane si fermava spesso nel locale con la propria famiglia per la merenda, durante i viaggi che da Gorizia la conducevano a Gargaro, nei pressi di Faedis.

Da quell’incontro è nato un legame che ha attraversato i decenni. Celestina, che il prossimo 1 settembre compirà 85 anni, vive e lavora alla Luna dal 25 settembre 1960, data del suo trasferimento accanto a Milan: sono dunque 66 anni che la donna accoglie un pubblico eterogeneo di visitatori, custodendo nel tempo numerose storie del territorio, alcune delle quali del tutto inedite.

È stata proprio la ricchezza di questo patrimonio di sapori e memoria a suggerire l’idea di raccoglierlo in un libro, intrecciando le vicende umane e le tradizioni locali con le ricette che le raccontano. Il progetto, concepito dalla figlia Elena ancor prima della pandemia, ha trovato compimento grazie alla collaborazione con Roberto Covaz, scrittore che negli anni si è occupato in maniera capillare di questi temi. La realizzazione del volume ha richiesto due anni di lavoro, scanditi da numerosi incontri finalizzati a selezionare le fotografie e a raccogliere i racconti di Celestina.

L’assessore Oreti ha colto l’occasione per collegare la pubblicazione a un più ampio riconoscimento ottenuto dal Comune: “Recentemente il Ministero della Cultura ci ha premiato con un contributo economico come ‘città che legge’. Il progetto che abbiamo presentato ed è risultato vincente assume proprio la metafora del Giardino Civico della Lettura, un ecosistema urbano in cui biblioteche, scuole, librerie, associazioni, cittadini, centri anziani e partner sloveni collaborano per generare contenuti, relazioni e opportunità culturali. Certamente questo libro si inserisce nel patrimonio del territorio”.

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