Scienza e musica si incontrano ne L’universo non ci stava pensando

28 agosto 2026 – 11:45 – Dalle rotte battute un tempo dai mercantili carichi di tè e oppio fino a quelle, incommensurabilmente più vaste, che collegano galassie, buchi neri e l’attimo del Big Bang: sabato 29 agosto In\Visible Cities, il festival organizzato dall’associazione Quarantasettazeroquattro e co-finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, dal Comune di Gradisca d’Isonzo e dalla Fondazione Carigo, propone al pubblico un viaggio nel tempo e nello spazio costruito sull’incontro fra scienza, musica, storia e performance, in una giornata che intreccia epoche e distanze siderali per riportare l’attenzione sull’uomo, sulle sue scoperte e sulle conseguenze delle sue azioni.

Il momento clou della serata è fissato per le 21 a palazzo de Grazia, dove andrà in scena la conferenza scenica “L’universo non ci stava pensando”. Protagonista sarà Edwige Pezzulli, astrofisica che dal 2018 collabora con la Rai come autrice e conduttrice di programmi di divulgazione scientifica, tra cui “Superquark+”, “Noos”, “Scienziate” e “Wikiradio”. Il suo racconto si intreccerà con le musiche originali e le sonorizzazioni eseguite dal vivo da Silvia Leonetti, compositrice per film, serie tv, documentari e spot, due volte eleggibile agli Oscar e due volte qualificata ai Golden Globe come miglior colonna sonora. Scienza e musica si fonderanno in un’esperienza immersiva unica, in cui conoscenza razionale ed emozione procederanno insieme, trasformando la narrazione dell’Universo in una sorta di concerto cosmico. L’iniziativa rientra nel progetto ARS. Arti Re(l)azioni Scienze, promosso dal Comune di Gradisca d’Isonzo con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e realizzato in collaborazione con Kaleidoscienza.

Il percorso proposto da In\Visible Cities si apre però già alle 18, sempre a palazzo de Grazia, con “Tea for Five: Opium Clippers” di Neja Tomšič, performance teatrale che assume la forma intima e conviviale di una cerimonia del tè per dieci persone alla volta. Cinque servizi da tè in ceramica, dipinti a mano e ispirati ai tradizionali set cinesi per il gongfu cha, diventano il centro di un happening in cui un gesto quotidiano e apparentemente semplice apre uno squarcio su vicende che hanno contribuito a plasmare il mondo contemporaneo. Durante la cerimonia, Neja Tomšič ripercorre episodi dimenticati del cosiddetto “sogno cinese”, tra storie di conflitti, processi di colonizzazione e sviluppo del capitalismo moderno, toccando le vicende legate alla proprietà delle navi, alle rotte marittime e agli opium clippers. Attorno a una tazza fumante, il pubblico viene così condotto dentro una storia più ampia, nella quale oggetti, commerci e rotte rivelano connessioni inattese con la configurazione politica del presente.

Il programma di sabato 29 agosto esplora anche forme teatrali lontane dalla scena tradizionale. Alle 18, in un appartamento privato di Gorizia, torna “French Line”, produzione di Quarantasettezeroquattro pensata per spazi domestici, che porta il pubblico a confrontarsi con la storia del confine goriziano. Al GO! Center, invece, alle 18, alle 19 e alle 20 sono previste nuove repliche di “Not to Scale”, esperienza partecipativa in cui sono gli stessi spettatori, muniti di matite e fogli, a diventare interpreti.

Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito fino a esaurimento posti. È fortemente consigliata la prenotazione tramite WhatsApp o sms al numero 328 8535125, indicando nome, cognome, spettacolo e numero di biglietti. Eventuali spostamenti d’orario o di location saranno comunicati sui canali social e via messaggio agli iscritti. Spazi e appuntamenti sono stati mappati con apposite icone per rendere immediatamente chiaro il livello di accessibilità: per approfondimenti si rimanda al sito invisiblecities.eu oppure alla mail [email protected].

articolo di Carlo Mattei

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