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giovedì, 18 Agosto 2022

Vaccini Covid, Giacca: “Primi dati confortanti, ottimi risultati da Israele”

27.01.2021 – 10.50 –I vaccini contro Sars-CoV-2 funzionano“: lo dichiara il genetista Mauro Giacca, professore al King’s College di Londra, in un’intervista riportata da Ansa FVG. “I primi dati sulla protezione individuale – ricorda – sono stati quelli delle sperimentazioni cliniche. Il vaccino di Pfizer era stato provato in oltre 43mila individui in 6 paesi. Il gruppo trattato con il placebo aveva registrato 162 casi di Covid-19 mentre quello vaccinato soltanto 8. Questo significa un’efficacia di protezione di oltre il 90%. Analoghi risultati con il vaccino di Moderna, un po’ inferiori con quello di AstraZeneca (70%). Per referenza, il vaccino stagionale contro l’influenza è efficace al 40-60%“.

“I primi dati sembrano molto confortanti – continua Giacca – Sono due i paesi più avanzati in termini di copertura della popolazione, Israele (con il vaccino Pfizer) e Emirati Arabi Uniti (Sinopharm); entrambi hanno vaccinato ad oggi oltre un quarto degli abitanti (oltre 2 milioni di persone ciascuno).
Israele ha seguito 200mila individui dopo la vaccinazione. I tassi di Covid-19 non sono risultati diversi tra vaccinati e non vaccinati la prima settimana dopo la prima dose, ma hanno cominciato a calare drasticamente successivamente: a due settimane, quando ci si aspetta che la risposta immunitaria sia già efficace, il tasso di infezione è stato il 33% inferiore nei vaccinati, con un trend che può migliorare ancora in attesa dell’effetto del richiamo a 3-4 settimane“.

“Un conto è però la protezione individuale, l’altra è la capacità di bloccare la pandemia – ammonisce il ricercatore – Perché il pianeta possa liberarsi dal virus, o possa almeno controllarlo, è necessario che a un numero quanto più elevato di persone sia somministrato un vaccino che sia quanto più efficace possibile. In questo senso, preoccupano i dati che arrivano dal Brasile, che ha adottato un vaccino cinese basato su un altro virus inattivato (Sinovac), con un’efficienza che sembra più bassa, intorno al 50%. Sarà sufficiente per raggiungere un’immunità di gregge?”.
Lo scetticismo di Giacca nei confronti del vaccino cinese non sembra però considerare come eguali percentuali vengano raggiunte dal vaccino anti influenzale, la cui efficacia non è molto più alta; eppure questo non detrae dalla sua utilità per circoscrivere i casi influenzali ed evitare quel sovraccarico degli ospedali e dei pronto soccorso che rimane il reale pericolo dietro al Covid-19.

[i.v.]

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