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giovedì, 1 Dicembre 2022

Zona rosso scuro, Fedriga: “Discrimina e penalizza chi lavora di più per contrastare il virus”

29.01.2021 – 09.47 – L’ombra dell’introduzione di una zona rosso scuro, con l’imposizione dell’obbligo di test e quarantena per poter viaggiare nell’Unione Europea, per quanto solamente ancora un’ipotesi, continua a far discutere. Nella nuova colorazione, infatti, sono stati inseriti quei territori che presentavano un numero cumulativo di casi superiore a 500 ogni 100 mila abitanti negli ultimi 14 giorni. La principale obiezione riguarda in particolare i criteri con i quali è stata formulata la “mappa del contagio” – nuovamente aggiornata il 28 gennaio – basata sui dati raccolti dall’Ecdc (Centro europeo per il controllo delle malattie), che andrebbero, paradossalmente, a penalizzare in particolare quei territori che effettuano più tamponi; tra questi, anche il Friuli Venezia Giulia. 

A tal proposito, si è nuovamente espresso il presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga in occasione della seduta della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, definendo “vergognoso” l’inserimento di determinati territori all’interno della nuova area, “si tratta di Regioni che in Italia non sono mai
state nemmeno in zona rossa”. Un meccanismo di valutazione della diffusione della pandemia, ha aggiunto, che “produce danni gravissimi all’immagine dell’intero Nord Est con pesanti ripercussioni in particolare sul nostro comparto turistico”.
Fedriga ha dunque ribadito l’inaccettabilità di “una mappatura che non si poggi su dati scientifici condivisi“. La richiesta fatta al Governo è quindi quella “di intervenire subito a livello europeo per chiedere la correzione di questa mappatura che, prendendo in considerazione un unico parametro, penalizza esclusivamente chi è in grado di fare molti tamponi”.

“E’ particolare che l’Unione Europea proponga una cosa del genere quando il tracciamento, la parte riguardante la ricerca dei positivi, tutte le modalità e le procedure, sono molto differenti all’interno dell’Ue” stessa e in alcuni casi addirittura “tra territorio e territorio all’interno dei singoli stati” ha osservato ancora il presidente, intervenendo sul tema ai microfoni di Radio Punto Zero. “Pensare di prendere un dato del genere quando ci sono procedimenti, capacità di tamponamenti e di tracciamento differenti, vuol dire semplicemente non combattere il virus ma fare delle discriminazioni, oltretutto penalizzando i territori che stanno lavorando di più proprio per contrastare il virus. Non c’è dubbio che il Nord Est sia una delle aree maggiormente colpite nell’ultimo mese e mezzo – oggi fortunatamente siamo in una situazione di netto miglioramento rispetto alle settimane passate – però non possiamo pensare che chi lavora di più sia quello più penalizzato, perché altrimenti si rischia di fare un danno”.

[n.t.w] [n.n]

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